Sicurezza
«Irregolarità nella domanda per il reddito di cittadinanza»
Pierluigi Sposato
grosseto. L’accusa è quella di aver omesso di indicare alcune informazioni fondamentali nella domanda finalizzata all’ottenimento del reddito di cittadinanza. Un beneficio ricevuto nell’arco di un anno e mezzo di tempo, pari a poco più di 6.100 euro. Di queste irregolarità rilevate dalla Procura è chiamata a rispondere una donna di 61 anni abitante a Gavorrano, Giovanna Vettoliere, rinviata a giudizio al termine dell’udienza preliminare davanti al giudice Sergio Compagnucci.
Per lei la prima udienza di dibattimento è stata fissata ad aprile, davanti alla giudice monocratica Ludovica Monachesi. È qui che la donna, assistita dall’avvocato Domenico Fiorani, potrà difendersi dalle accuse. I fatti contestati risalgono al periodo aprile 2019-ottobre 2020 e a segnalare la presunta irregolarità era stata la Tenenza della guardia di finanza di Castiglione della Pescaia, che aveva effettuato alcuni controlli. Quali irregolarità? La signora Vettoliere aveva presentato la domanda finalizzata all’ottenimento del beneficio nell’aprile 2019. Al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, come anche a quello dell’economia e delle finanze avrebbe rappresentato una situazione non conforme alla realtà: in particolare, secondo l’imputazione, nella Dichiarazione sostitutiva unica di pochi giorni prima (dichiarazione che serve al calcolo della dichiarazione Isee) non avrebbe indicato la presenza della figlia nel proprio nucleo familiare e quindi non avrebbe indicato la situazione reddituale di quest’ultima. Inoltre, nei mesi successivi non avrebbe indicato la variazione del proprio reddito, derivata da un’attività lavorativa da lei svolta per circa sei mesi del 2019, tra l’aprile e l’ottobre. Questa rappresentazione dei fatti, effettuata dal pm Carmine Nuzzo, è stata ritenuta sufficiente dal gup per l’approfondimento in dibattimento.
«La signora Vettoliere ha i requisiti per ottenere il reddito di cittadinanza – spiega l’avvocato Fiorani – Tant’è vero che successivamente ha ripresentato la domanda e il beneficio le è stato accordato». Il legale aggiunge che la difesa ha raccolto sia documenti sia dichiarazioni testimoniali tali da dimostrare il comportamento corretto dell’imputata. E nel processo, dice ancora Fiorani, «sarà dimostrata l’infondatezza delle accuse, perché la signora è assolutamente innocente. Nel corso del dibattimento si farà interrogare e risponderà tranquillamente a tutte le domande che le saranno poste».
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