Il Tirreno

Grosseto

carlo de martis (grosseto città aperta) 

«Tantissimi e tutti pubblici Sono soldi spesi bene?»

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GROSSETO. Per tre giorni di eventi, l’importo complessivo previsto dal Comune è di 120.780 euro.

«Sono soldi spesi bene?». L’opposizione parte all’attacco con Carlo De Martis, capogruppo Grosseto Città Aperta nel consiglio comunale di Grosseto.

«Ammonta a oltre 120mila euro – spiega – l’impegno di spesa assunto dal Comune di Grosseto per la realizzazione, tra pochi giorni, di un evento a tema medievale. L’iniziativa è intitolata “Grossetum Festival” e si terrà questo fine settimana nel centro storico, ed è bene rammentarlo perché la gran parte dei grossetani ne è completamente all’oscuro, nonostante siano stati impegnati ben 18mila euro per la comunicazione. L’evento – precisa il consigliere De Martis – è stato appaltato a Grosseto Fiere, in collaborazione con Artex, per un compenso per l’appunto pari a 120.780 euro, e prevede tra l’altro l’allestimento di 24 stand commerciali che ospiteranno, a quanto consta gratuitamente, imprese del settore agroalimentare e di quello artigianale. Al di là di ogni valutazione sul merito del festival, che confidiamo possa rivelarsi attrattivo e di alta qualità, si tratta di un evento senza dubbio consistente. Raramente il Comune di Grosseto ha impegnato cifre di questo genere per iniziative tra l’altro di così breve durata. Si pensi che la “Notte visibile della cultura”, capace di portare migliaia di persone offrendo eventi di qualità, costa sei volte meno. A maggior ragione è necessario interrogarsi sull’opportunità di collocare un tale evento nel pieno del periodo natalizio, quando il centro storico è già saturo di iniziative e di persone, e per il quale Comune e privati hanno fatto investimenti importanti. Solo per il centro storico – dice De Martis – l’amministrazione comunale ha infatti già speso circa 60mila euro (che si aggiungono ad altri 60mila euro per la notte dell’ultimo dell’anno), di cui la metà destinati al centro commerciale naturale per la realizzazione di un mese di iniziative natalizie, a cominciare dal mercatino in piazza Dante. Peraltro, a differenza del “Grossetum Festival” realizzato interamente con 120mila euro di soldi pubblici, le iniziative natalizie sono sostenute in larga parte direttamente dal centro commerciale naturale e dagli stessi standisti che hanno affittato le casette natalizie. Quei 120mila euro, ci domandiamo, non avrebbero portato un maggiore valore aggiunto se fossero stati impiegati per un evento realizzato in un altro periodo? Magari dopo la Befana, quando il centro storico della nostra città tornerà a essere l’abituale deserto che conosciamo e avrà fame di iniziative e risorse per metterle in atto. È indispensabile comprendere quanto sia fondamentale destagionalizzare gli eventi e, con essi, i flussi turistici. Allo stesso modo è indispensabile – conclude De Martis – valorizzare al meglio le vetrine che vogliamo dedicare a settori così importanti per il territorio quali l’agroalimentare e l’artigianato, che pensiamo possano e debbano essere non meri “ospiti occasionali” del centro storico, ma divenirne parte integrante assumendo un ruolo centrale per la vita e l’identità del centro storico».



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