Sicurezza
Tari stellare: stangate da 10mila euro, ma sono errori
Andrea Capitani
MONTE ARGENTARIO. Sanzioni della Tari da capogiro, ma sono errori. Alcuni residenti dell’Argentario stanno ricevendo in questi giorni diverse multe in merito alle tasse sulla nettezza urbana che, però, stanno arrivando per sbaglio. Diversi i casi riscontrati nell’ultimo periodo: da residenze errate a calcoli catastali non proprio corretti, ma tra le cause possono esserci anche codici fiscali e altri dati non giusti.
E, come nel caso di un cittadino di Porto Ercole, si tratta di bollette pagate ma che, secondo l’organo di riscossione, non lo erano state per sette anni. «Io, mia madre e mio fratello abbiamo ricevuto sanzioni per 9.640 euro per la Tari non pagata dal 2015 – racconta il portercolese – Per fortuna abbiamo conservato tutte le ricevute. È già la seconda volta che accade una cosa simile, in passato volevano farmi pagare una Tari su un immobile dove già un altro la stava pagando da tre anni. Questo accade perché non fanno i giusti controlli, sperando che siano poi i cittadini ad accorgersi dell’errore e sistemare le cose per loro. Sarebbe l’ora di finirla, perché se io sbaglio pago, mentre negli uffici c’è chi non se ne preoccupa».
Nel caso specifico, la sanzione astronomica riguarda un appartamento di proprietà del residente, del fratello e della madre 82enne. «Se mia madre fosse stata sola come avrebbe fatto? Si sarebbe dovuta rivolgere probabilmente a un commercialista – prosegue – perdendo tempo e denaro per un errore altrui. Prima di mandare le sanzioni e le bollette bisognerebbe controllare che tutto sia a posto.
Nel nostro caso è arrivata una sanzione per sette anni di Tari non pagata, cosa ovviamente non vera. Aggiungo anche che non c’è scritto da nessuna parte che le bollette pagate vadano conservate per più di tre anni, ma se si ricevono multe di sette anni fa poi diventa un problema. La gente è costretta a conservare tutto per decenni se non vuole avere problemi e proteggersi dagli errori. E poi i pagamenti di oggi sono digitalizzati». Episodi simili sono accaduti anche ad altri cittadini, mentre il Comune di Monte Argentario prova a minimizzare.
«Se ci sono errori si risolvono – spiega l’assessore ai tributi Settimo Zolesi – Abbiamo fatto dei controlli su persone che risulta che non abbiano pagato, ma se ci sono situazioni di errore si fanno rettificare. Poi ci possono essere errori di codice fiscale che possono capitare, quindi il pagamento rimane in sospeso, si porta l’F24 e si annulla. L’ufficio controlla gli errori che vengono comunicati dai contribuenti e si procede all’annullamento. Si sono situazioni che risultano dai controlli per vari motivi: un atto non volturato in catasto, un versamento effettuato male, dati catastali indicati in maniera sbagliata. I sistemi informatici sono rigidi e, se non risultano i versamenti, quando si controlla quelli che non sono abbinati si fanno presenti e si annullano. Oppure si possono verificare errori di residenza. Ma basta segnalare e si risolve, poi se invece ci sono versamenti non fatti viene fatta l’iscrizione al ruolo per la riscossione coattiva».
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