Attenzione
Iva per il Terzo settore «Stop al blitz leghista»
Grosseto Città aperta: «Il consiglio comunale solleciti il Parlamento a fermare il duro colpo al mondo no profit»
GROSSETO. L’emendamento del senatore leghista Bagnai che assoggetta gli enti del Terzo settore al regime Iva – sostituendo l’esclusione dall’imposta con la sua esenzione condizionata – fa infuriare il gruppo consiliare di Grosseto Città Aperta. Che chiede al Consiglio comunale di Grosseto di approvare un ordine del giorno che inviti la Camera dei deputati a respingere l’emendamento in sede di conversione in legge del Decreto fiscale.
La «modifica radicale del regime fiscale in materia di Iva per gli enti del Terzo settore – dichiarano i consiglieri comunali di Grosseto Città Aperta, Carlo De Martis e Marilena Del Santo – li grava di nuovi oneri e mettendo a rischio la stessa sopravvivenza di una larga parte del mondo dell’associazionismo e del volontariato».
Il blitz al Senato ha messo in allarme gli operatori del No profit. «A oggi per associazioni culturali, sportive dilettantistiche, politiche, sindacali e di categoria, così come per gli enti religiosi, assistenziali, di promozione sociale e di formazione extra-scolastica – spiegano i due consiglieri – vige infatti un regime di esclusione Iva rispetto alle attività di natura commerciale effettuate in conformità alle finalità istituzionali». Un regime fiscale che riconosce le peculiarità del Terzo settore, che «per sua natura opera a beneficio della comunità e non persegue fini di lucro».
Le modifiche introdotte stravolgerebbero l’assetto fin qui vigente eliminando il regime di esclusione dall’Iva per gli enti del Terzo settore, assoggettandoli al diverso e ben più gravoso regime di mera esenzione Iva. Una differenza terminologica, sostituendovi l’esenzione. «Di fatto – sottolinea Grosseto città aperta – ciò comporta l’introduzione di oneri e adempimenti che per molte realtà risulteranno economicamente insostenibili, determinandone la chiusura. Mentre quelle più strutturate potranno sopravvivere a condizione di rendere più onerosi i servizi offerti. O tagliandoli, a discapito soprattutto delle persone più fragili, principali beneficiarie del Terzo settore». Il capogruppo De Martis, poi, ricorda come «lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha biasimato in precedenti occasioni i tentativi di introdurre quelle che ha definito “tasse sulla bontà”, rimarcando che “le realtà del Terzo settore, del no profit, rappresentano una rete preziosa di solidarietà. Realtà che hanno ben chiara la pari dignità di ogni persona e che meritano maggiore sostegno da parte delle istituzioni. Anche perché suppliscono a lacune o ritardi dello Stato nel sostegno ai più deboli». L’introduzione del nuovo regime Iva, inoltre, «provocherebbe danni anche a numerose realtà associative del nostro territorio, con ricadute pesanti sul tessuto sociale della comunità locale». Per questo Grosseto Città Aperta ha presentato un ordine del giorno affinché il Consiglio comunale inviti il «Parlamento a cancellare le norme che aggravano il regime fiscale, aprendo un tavolo di confronto con il Terzo settore».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
