Sicurezza
Contatore manomesso ma non si sa da chi Assolto gestore del bar
scansano. La manomissione c’è stata. Qualcuno ha bucato il contatore dell’Enel del bar e ha tagliato i circuiti elettrici ampometrici per barare sui consumi, facendo risultare che fossero inferiori a quelli effettivi. E grazie a questo giochetto ha consumato circa 16mila euro in cinque anni, senza pagare un centesimo.
Ma, siccome è impossibile risalire a chi abbia fatto la manomissione, visto che, nel tempo, si sono alternati diversi gestori del locale, l’attuale intestatario è stato assolto con formula piena perché il fatto non sussiste. La sentenza è stata pronunciata ieri mattina al tribunale di Grosseto.
Contenzioso finito, dunque, per Giambattista Moni, 48 anni, concessionario delle Cascine a Scansano, un bar di proprietà del Comune di cui Monni è subconcessionario dal 2012.
Il 19 dicembre 2017 un tecnico dell’Enel esegue un controllo del contatore del bar. Lo strumento risulta a posto. Si accorge, però, che sul contatore c’è un buco. E scopre la manomissione.
Scatta la denuncia per l’intestataria originaria della concessione, la zia di Moni.
Sennonché pochi giorni dopo, nel gennaio 2018, lo stesso Moni si presenta dai carabinieri qualificandosi come l’effettivo concessionario, avendo preso in gestione il locale in subconcessione dalla parente.
Il conto dell’Enel è salatissimo: oltre 16mila euro solo per i cinque anni dal 2012 al 2017. Più indietro la società non può risalire: ogni bolletta più vecchia di cinque anni è prescritta.
Nella sua linea difensiva l’avvocato di Moni, Thomas Vignoli, ha suggerito una transazione che abbassa del 60 per cento l’importo dovuto all’Enel, portandolo a 11.480 euro, che sono stati pagati a rate. Ma ha insistito anche sul fatto che, visto che i consumi sballati risulterebbero anche negli anni precedenti il 2012, non è dimostrabile che la manomissione sia stata fatta dall’attuale concessionario.
Il pubblico ministero onorario Leonardo Brogi aveva chiesto la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione e una multa da 1.000 euro.
F.F.
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