Il Tirreno

Grosseto

orbetello 

Tassa sui rifiuti urbani Il Comune batte cassa Gli approdi fanno ricorso

Ivana Agostini

2 MINUTI DI LETTURA





ORBETELLO. Il Comune di Orbetello chiede il pagamento della tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (Tarsu) per gli anni 2009 e 2010 ai gestori degli approdi di Talamone e loro fanno ricorso. Ora la parola spetta alla quinta sezione della Corte di Cassazione.

Il Comune aveva inviato allo Yachting club Talamone e alla cooperativa di lavoro Orfeo Franceschelli gli avvisi di accertamento per l’imposta su un’area demaniale destinata all’ormeggio delle barche. La commissione tributaria regionale della Toscana aveva rigettato l’appello proposto dai ricorrenti nei confronti della pronuncia della commissione tributaria provinciale che aveva dato ragione al Comune di Orbetello. Secondo il giudice d’appello la gestione del porto di Talamone spettava all’autorità marittima non essendo stata istituita un’autorità portuale. L’assenza dell’autorità portuale faceva in modo che il servizio di raccolta dei rifiuti dovesse essere istituito dall’ente.

Yachting club Talamone e cooperativa di lavoro hanno fatto ricorso in Cassazione contro questa pronuncia, sostenendo che la sola autorità marittima all’interno del porto di Talamone sia la guardia costiera e quindi sarebbe questa l’unica autorità competente per l’area destinata all’ormeggio di cui il Comune chiede la Tarsu. I ricorrenti contestano anche il fatto che alla categoria degli ormeggi siano applicate le tariffe dei campeggi e dei distributori di carburante. La sesta sezione della Corte di Cassazione ha però demandato tutto alla quinta allungando i termini per una decisione.

Non è la prima volta che questa questione arriva davanti alla Corte di Cassazione, che nel 2018 aveva dato ragione ai diportisti disponendo che la Tarsu non dovesse essere pagata al Comune di Orbetello. Quattro le sentenze che furono depositate dopo i ricorsi di Yachting Club Talamone, Circolo Vela Talamone, Associazione diportisti sportivi Talamone e SeGeAss. La Suprema corte accolse tutti i ricorsi delle associazioni che gestiscono gli approdi per natanti al porto di Talamone, annullando, in quel caso, la sentenza della commissione regionale che aveva dato ragione al Comune. La Cassazione non aveva avuto dubbi: accogliendo i ricorsi stabilì che in quell’area opera l’autorità marittima. E dunque è quest’ultima, con le sue articolazioni territoriali, che deve occuparsi dell’attività di gestione dei rifiuti. Non è ammessa alcuna ingerenza, tanto meno quella del Comune. Ora chi gestisce gli approdi confida nella conferma di quella sentenza.

Ivana Agostini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web