Gioco
Metano della discordia «Santostefanesi favoriti»
Ritardi a Porto Ercole, che accusa la politica
LA POLEMICA
È il gas, questa volta, a far da combustibile per l’atavica contrapposizione di campanile tra i “due cuori” dell’Argentario. Con i portercolesi che – come spesso accade – accusano la politica locale di privilegiare i cugini santostefanesi.
«La metanizzazione a Porto Ercole va a rilento. A Porto Santo Stefano ce l’hanno da oltre dieci anni», denuncia Uniti per Porto Ercole, lamentando una disparità di trattamento da parte delle amministrazioni comunali fra i due paesi del Promontorio.
«Mentre dalla parte “preferita” – dicono dal gruppo – sono oltre dieci anni che usufruiscono di una rete di distribuzione di metano, a Porto Ercole sono state allacciate appena cento utenze nel luglio del 2021, con la promessa del collegamento di altre 2mila utenze con la ripresa dei lavori a settembre per raggiungere le zone più popolate del paese. Così veniva annunciato dall’amministrazione sui giornali. Arrivati nel pieno della stagione fredda non è stato comunicato nulla alla popolazione, nulla a quelle famiglie che devono sobbarcarsi enormi costi tra bombole e prodotti altamente inquinanti come gasolio e pellet. Questo da noi portercolesi è considerato l’ennesimo sopruso e un menefreghismo collaudato di come si portano alla lunga e allo sfinimento gestioni che riguardano il nostro paese».
Il gruppo si rivolge poi alla ditta che deve effettuare i lavori: «Ci appelliamo alla Gergas, la società che sul proprio sito fa presente l’attenzione della stessa a uno sviluppo sostenibile del territorio, aprendo nuove strade per i settori di mercato ancora poco valorizzati. Ecco, speriamo almeno, – conclude Uniti per Porto Ercole – se non dall’amministrazione, di essere valorizzati dalla ditta».
I.A.
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