Gioco
La baby muflona vaga senza meta «Ora salviamola»
ISOLA DEL GIGLIO. Vaga da sola per il promontorio del Giglio una cucciola di muflone. Non è chiaro se la mamma sia tra i mufloni uccisi prima della sospensione degli abbattimenti o tra quelli catturati di recente e traslocati sul “continente” al Crasm di Semproniano e precedentemente all’azienda pisana Baldacci. Fatto sta che Gigliola – così l’hanno battezzata gli isolani in onore dell’isola sulla quale è nata e dalla quale il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano la vuole eradicare – potrebbe anche superare l’inverno, ma la sua vita non sarà comunque al sicuro. Fanno conoscere la sua storia Sara d’Angelo (presidente dell’associazione Vita da cani), Kim Bizzarri (attivista e ricercatore) e Massimo Vacchetta (Rifugio La ninna), che spiegano.
«Contrariamente alle dichiarazioni fuorvianti rilasciate da alcuni politici e associazioni, solo alcuni mufloni saranno “salvati”, poiché gli abbattimenti sono stati temporaneamente sospesi ma non revocati. Chiediamo che sia revocato l’abbattimento, così come anche le loro traslocazioni. La storia di Gigliola evidenzia la complessità della dimensione etica di queste azioni. Il fatto che il progetto sia stato criticato da molti scienziati, tra cui l’Ordine nazionale dei biologi, non può scansare l’aspetto etico a favore di considerazioni scientifiche quando sono le basi scientifiche di esso a essere messe in discussione. Esistono alternative fattibili ed economiche all’eradicazione del muflone e sono queste alternative che vogliamo esplorare sia con i beneficiari del progetto Life che con le istituzioni che lo hanno finanziato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
