Il Tirreno

Grosseto

I campi diventano un lago e le caprette sono isolate

Nicole Terribile
I campi diventano un lago e le caprette sono isolate

Il proprietario di un orto racconta il disastro che si è presentato dopo il diluvio  Scatta la corsa per mettere in salvo gli animali. «Nessuno pulisce le fosse»

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Nicole Terribile

GROSSETO. Strade allagate, caprette isolate e circondate da un lago d’acqua, fossetti rotti. Era lo scenario che si presentava alla Rugginosa sabato mattina, dopo le piogge intense che nei giorni precedenti hanno colpito la Maremma.

«Un campo è quasi del tutto allagato. Proprio nel mezzo ci sono delle caprette, che sono rimaste isolate e sono completamente circondate dall’acqua», racconta uno dei proprietari di un orto in quella zona.

Non vuole rivelare il suo nome, ma tiene a raccontare al Tirreno quello che lui e altri abitanti e contadini della zona si sono trovati difronte sabato mattina.

La Rugginosa sembrava un lago. E non è la prima volta che capita. Tutto era sommerso dall’acqua.

«La strada per andare all’orto era completamente allagata. Ho addirittura dovuto lasciare la macchina e proseguire a piedi, facendomi prestare degli stivali».

A detta sua, erano circa trenta i centimetri d’acqua nella strada. Le fossette vicino agli orti erano stracolme e gli uomini che li gestiscono, invece di tornare a casa, sono rimasti lì per cercare di migliorare – per quanto fosse possibile – la situazione. Hanno cercato di far defluire l’acqua che aveva quasi completamente allagato i loro campi, ripulendo le fossette come meglio potevano.

Un’altra persona, invece, si è occupata di mettere in salvo le caprette rimaste isolate. Pare però che anche il fosso più grande, quello dove si convogliano le acque delle singole fossette, fosse franato, rendendo ancora più complicato il deflusso dell’acqua. Finché il terreno non si sarà asciugato, comunque, c’è ben poco che si possa fare per aggiustarlo.

Quella di sabato mattina è una situazione non nuova per chi abita in quelle zone. «Ogni due o tre anni succede qualcosa di simile», racconta.

Il motivo per cui questi eventi si ripetono dopo giornate di pioggia intensa è semplice, secondo il nostro interlocutore.

«Nessuno pulisce le fosse. C’è davvero del menefreghismo – sostiene – Era stata inviata anche una richiesta al Consorzio di bonifica, ma pare che questa non sia una cosa di sua competenza. Sarà competenza del Papa», commenta amareggiato.

«Alla fine, però, siamo sempre noi quello che ci rimettono».

La situazione ha cominciato a migliorare durante il primo pomeriggio, dato che – fortunatamente – non ha piovuto.

«Non voglio immaginare dove sarebbe potuta arrivare l’acqua se avesse continuato a piovere per altri due giorni», conclude.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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