Toscana
«Stadio mai così bello, peccato per la Neania Spero non sia la politica»
CASTEL DEL PIANO. Il bando dello stadio di Campogrande è andato deserto, ma l’impianto di Castel del Piano non è stato mai così bello. A evidenziarlo è Luciano Giglioni, vicesindaco, assessore ai lavori pubblici e al bilancio, che torna sull’argomento dopo le dichiarazioni del presidente della Neania, Manfred Castlunger.
«La convenzione con la Neania – sottolinea Giglioni – è scaduta nel 2015. L’aveva fatta la vecchia amministrazione e negli anni è stata prorogata, per consentire alla società di fare il campionato». Nel 2016 è subentrato però il codice degli appalti, per il quale non è più possibile fare proroghe, ma servono bandi di gara».
Appena eletti, spiega il vicesindaco, «si doveva metter fine a una situazione irregolare. Al momento di preparare il bando ci siamo dovuti fermare, perché c’era un’irregolarità edilizia nello stadio. Abbiamo incaricato un geometra per fare un frazionamento dell’area, su cui sorge anche il palazzetto dello sport, il quale ha avuto una denuncia da parte dei proprietari del terreno confinante. Nel 2020, siccome non si poteva lasciare il Campogrande in quelle condizioni, ci siamo messi in mano a una ditta perché ci garantisse la sistemazione dello stadio. E in sei mesi l’ha trasformato. Il Comune ha speso quasi 50mila euro per la gestione straordinaria e ordinaria: 6mila euro per il manto erboso; 16mila per il riscaldamento negli spogliatoi; poi ci siamo accorti che un faro stava cascando perché la Neania non ha fatto mai il collaudo, che ci è costato 18mila euro. Vanno aggiunti 5mila euro per l’asfaltatura della strada per gli spogliatoi. La Neania, con la vecchia amministrazione, stipulò una convenzione nel 2013 che prevedeva per la società un affitto di 3mila euro all’anno, mentre ne prendevano 18. 960, e le spese di riscaldamento e acqua spettavano al Comune». Il codice degli appalti non lo permette più: chi s’aggiudica l’appalto deve garantire le spese di funzionamento. «Nel 2018 è arrivata una bolletta dell’Adf – prosegue Giglioni – che reclamava dal Comune un consumo bimestrale di 14mila euro. Abbiamo ritenuto necessario mettere ordine facendo un bando. L’affitto è stato abbassato a 500 euro; noi garantivamo i soliti 18mila euro ma le spese erano a loro carico. Praticamente la copia di quanto successo finora». Ora cosa succede? «O fare un nuovo bando, o una gestione diretta col Comune che incarica altre ditte per la manutenzione. Non vorrei che dietro a questi polemiche ci fosse la politica e dispiace, perché lo stadio così non s’è mai visto».
Maurizio Caldarelli
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