Attenzione
Bolkestein e i rischi per il turismo «No al profitto senza la qualità»
Confartigianato chiede ai politici di attivarsi nonché eventuali indennizzi per gli stabilimenti balneari
Nicole Terribile
grosseto. La data segnata in rosso sul calendario per la scadenza delle concessioni è il 31 dicembre 2023. Mancano ancora poco più di due anni, ma i gestori degli stabilimenti balneari hanno già gli incubi. Confartigianato ha scelto di scendere in campo per cercare di mettere un po’ di chiarezza sulla questione.
Un confronto con i politici locali e nazionali nei giorni scorsi è stata l’occasione per esprimere le proprie opinioni e le proprie perplessità sulla questione. Il Consiglio di Stato ha ribadito che le concessioni balneari saranno messe a bando, principio già affermato dalla direttiva Bolkestein. «Tutelare il principio della libera concorrenza è sacrosanto. Ma non possiamo ignorare l’altrettanto sacrosanto diritto all’esercizio dell’impresa che attualmente hanno i nostri concessionari», dice Giovanni Lamioni, presidente provinciale di Confartigianato. La paura più grande è che con questa misura si vada a svendere una delle ultime roccaforti dell’economia italiana.
Mauro Ciani, segretario generale di Confartigianato, pone l’accento sulle imprese del territorio. «Si potrebbe andare a perdere quel turismo che è tipico dei nostri litorali. Da noi il livello è medio-alto; non siamo sulla riviera Romagnola dove la forza è la quantità. I nostri balneari e i loro clienti puntano sulla qualità». Gli stabilimenti sono in prevalenza in mano a piccole imprese, la maggior parte a gestione familiare, che in questi anni hanno fidelizzato i propri clienti, con offerte differenziate nella qualità e nel prezzo, permettendo di soddisfare le diverse esigenze e le capacità di spesa della clientela. «Si parla di un servizio di qualità; non si tratta solamente da dare la disponibilità di un ombrellone, ma si amplia anche all’accoglienza e svolge una funzione sociale. La struttura privata e familiare offre una serie di servizi aggiuntivi, che hanno un costo», spiega Ciani, mettendo in luce proprio una di quelle peculiarità che potrebbero andare a perdersi nel caso in cui gli stabilimenti balneari siano gestiti, a partire dall’estate 2023, da imprese più interessate al profitto che alla valorizzazione del territorio e alla felicità dei clienti.
Se gruppi malavitosi o grandi gruppi, anche stranieri, dovessero subentrare, gli standard di offerta sarebbero più rigidi e uniformi e si sottrarrebbe anche una importante fetta di reddito a livello locale. Il fatto che questi gruppi posseggano ingenti quantità di denaro potrebbe anche portare a un abbassamento dei prezzi dei servizi, un po’ come succede con la grande distribuzione. «Non è detto però che vada ad aumentare il numero di clienti. Le persone che frequentano le nostre zone si innamorano non solo del territorio, ma anche del contesto. La clientela esige un trattamento di un certo tipo e che ultimamente sta raggiungendo livelli sempre più elevati». Un meccanismo ben funzionate che potrebbe subire dei peggioramenti.
Leonardo Marras, assessore regionale al turismo, sostiene – così riporta Confartigianato – che è stato avviato un dialogo tra le Regioni per cercare di affrontare in maniera congiunta la questione. È necessario che siano presentati dei criteri generali ben definiti per evitare che i singoli Comuni decidano in maniera caotica ed incoerente le regole del gioco. È stato avviato anche un percorso governativo – secondo quanto emerso dal dialogo tra l’onorevole Mario Lolini e l’associazione – che verrà discusso in maniera più approfondita dopo l’approvazione della legge di Bilancio. Per Confartigianato è importante che vengano in qualche modo “ricompensati” gli investimenti fatti in questi anni. «Sarebbe facile piantare solo due ombrelloni, ma non è così che si fa il turismo. Per strutture come quelle che troviamo a Marina, ad esempio, sono stati fatti investimenti anche di un milione di euro», continua Ciani. I canoni per le concessioni fanno riferimento al sedime, alla sabbia che lo Stato concede. Il concessionario uscente si troverebbe a regalare tutto ciò che ha costruito negli anni. Secondo Confartigianato è necessario abrogare il divieto a ricevere un indennizzo, attualmente sancito dal Codice della navigazione. La discussione è ancora alle fasi preliminari. Resta ancora tutto, o quasi, da decidere.
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