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Sei mufloni trasferiti al Crasm di Semproniano: ora c’è il nodo risorse

Giovanna Mezzana
Sei mufloni trasferiti al Crasm di Semproniano: ora c’è il nodo risorse

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ISOLA DEL GIGLIO. Nonostante l’accordo siglato tra il Parco dell’Arcipelago Toscano, Lav e Wwf che sancisce la sospensione degli abbattimenti dei mufloni gigliesi, non si spengono i riflettori sulle grandi pecore dalle corna ad ariete, delle quali vanno avanti le catture finalizzate al trasferimento in rifugi lontani dall’isola.

Nel composito mondo dell’associazionismo animalista c’è chi non si sente garantito da quell’accordo: per esempio, l’associazione Vitadacani – che si era offerta di accogliere i mufloni, rei di essere una specie non autoctona (da qui la progressiva eliminazione, iniziata nel 2009) – e che sottolinea che «Non possiamo ritenerci soddisfatti in quanto l’accordo parla di sospensione degli abbattimenti e non di revoca»; sulla stessa lunghezza d’onda c’è il comitato cittadino Save Giglio, che si chiede: «Cosa ne sarà dei mufloni che non verranno catturati?».

Sabato si è diffusa la notizia che alcuni mufloni catturati sarebbero stati trasferiti dal Giglio sulla terra ferma e molti affezionati alle grandi e miti pecore hanno cominciato a temere per le loro sorti: dove sono destinati? Quanto stressante sarà per loro il viaggio?

Ebbene, sul traghetto partito dal Giglio nel primo pomeriggio di ieri e con destinazione Porto Santo Stefano c’era un camion che durante il tragitto non è passato inosservato: «I mufloni sono lì dentro», si vociferava. Il veicolo è sceso dal traghetto a Porto Stefano e ha imboccato la strada verso Orbetello. Trasportava mufloni? Certo è che le amatissime pecore erano attese a Semproniano: al Crasm, il Centro recupero animali selvatici della Maremma. «Ho ricevuto adesso una telefonata, sono in arrivo – conferma a metà pomeriggio il veterinario Marco Aloisi, responsabile del centro – Con questi sei mufloni di oggi (ieri, per chi legge) al Crasm ne ospitiamo in tutto dodici».

Ad Aloisi Il Tirreno chiede quanto spazio c’è ancora al Crasm per i mufloni. «Non è questione di spazio – risponde Aloisi – La domanda è un’altra: chi li mantiene questi mufloni? A Semproniano stanno in recinti e vengono quotidianamente alimentati: dal punto di vista del benessere dell’animale, stanno sicuramente meglio perché non ci sono periodi di carestia. Noi siamo disposti ad accoglierli tutti – conclude Aloisi – ma devono metterci nelle condizioni di poterli mantenere». La speranza è che il messaggio non resti inascoltato.

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