Sicurezza
Non verrà fatto il presepe vivente «Troppi rischi»
MONTE ARGENTARIO. Ancora un anno di stop per i presepi viventi dell’Argentario.
La pandemia ferma per il secondo anno consecutivo l’organizzazione degli eventi legati alla rappresentazione della natività, che tanto erano piaciuti in era pre-Covid.
Sia a Porto Santo Stefano che a Porto Ercole, infatti, le vie dei due centri storici venivano addobbate e animate durante le festività natalizie – specialmente in corrispondenza dei giorni di Santo Stefano e dell’Epifania – da centinaia di figuranti vestiti come all’epoca. Ciabattini, fabbri, fornai, Re Magi, Famiglia Santa: niente di tutto questo si potrà tornare ad ammirare – per ora –, sperando che la situazione migliori in vista del prossimo anno. Ad organizzare il presepe vivente di Porto Santo Stefano è in genere la parrocchia del paese, mentre a Porto Ercole a occuparsi di tutto da qualche anno è l’oratorio Sant’Erasmo, un organismo pastorale della parrocchia stessa. «Il motivo per cui non lo abbiamo fatto l’anno scorso e non lo faremo nemmeno quest’anno – sottolinea il parroco di Porto Ercole, don Adorno Della Monaca – è dato dalla difficoltà di avere i permessi in stradine così strette come quelle del centro storico, dove gli assembramenti ovviamente rappresentano un problema. E poi il fatto che anche i personaggi del presepe dovrebbero mettere la mascherina, che sarebbe una cosa veramente improponibile». Se da una parte non ci saranno i presepi viventi, dall’altra invece sono già state installate le luminarie natalizie nei centri abitati del Promontorio. E hanno messo d’accordo tutti, compreso il consigliere di opposizione Arturo Cerulli che, nell’ultimo consiglio comunale, ha fatto i complimenti alla maggioranza per le scelte di quest’anno, dalla grande stella cometa luminosa in piazza delle Meraviglie alla Fortezza Spagnola illuminata a festa.
Le feste, insomma, placano anche gli attriti politici. Di fronte al Natale, come si dice, “siamo tutti più buoni”. Peccato per il presepe vivente. Nella speranza che torni presto.
Andrea Capitani
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