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«Brutta tr... Te la farò pagare». Grosseto, botte e offese alla moglie: ora è in carcere

Pierluigi Sposato
Il racconto della vittima è da brividi: ora il marito è in carcere (Foto di repertorio)
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Il racconto della vittima è da brividi: ora il marito è in carcere (Foto di repertorio)

Ai carabinieri, la donna ha raccontato l’atteggiamento morboso dell’uomo nei suoi confronti, iniziato subito dopo il matrimonio: «Non posso uscire da sola, non posso fare amicizia con nessuno»

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GROSSETO. È finito in carcere con l’accusa di aver maltrattato la moglie: anche per averla afferrata per il collo, pochi giorni fa, anche se le vessazioni sarebbero andate avanti da tre anni, cioè da quando era iniziato il matrimonio, accompagnate dalle offese («Tu sei una tr..., torna a fare la tr....»), dalle minacce di mandarla via da casa e dal luogo dove lei lavora alle sue dipendenze.

Eseguita dai carabinieri un’ordinanza di custodia cautelare per un uomo di 53 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine e agli uffici giudiziari per associazione per delinquere, rapina, sequestro di persona. E da qualche tempo detenuto a casa. Indagini che si sono svolte nel giro di pochi giorni, dopo che giusto un mese fa il 112 era intervenuto per la richiesta di aiuto della figlia di lei. Ai militari, la donna aveva detto che il marito si sarebbe arrabbiato per motivi di gelosia: non avrebbe voluto che lei e la figlia partissero per un viaggio all’estero, temendo un tradimento. E così, nel litigio che ne era scaturito, l’avrebbe presa per il collo e non era stato sufficiente l’intervento della figlia per farlo smettere.

Ai carabinieri, la donna aveva poi raccontato l’atteggiamento morboso dell’uomo nei suoi confronti, iniziato subito dopo il matrimonio: «Non posso uscire da sola, non posso fare amicizia con nessuno». E la situazione non era certamente migliorata nei periodi in cui l’uomo era stato detenuto a casa per alri procedimenti. Le offese («tr...») si sarebbero materializzate un giorno del novembre 2018, quando il marito l’avrebbe colpita al volto, facendola sanguinare dal naso, per una discussione avvenuta in auto: lei gli aveva detto che avrebbe partecipato a una cena con i compagni della palestra. Lui si sarebbe poi rifiutato di accompagnarla al pronto soccorso, come chiesto da lei.

E il giorno dell’aggressione con le mani al collo, aggressione confermata dal la figlia, l’uomo avrebbe anche detto con tono minaccioso «Vedrai, questa è l’ultima volta. Te la farò pagare». Un altro episodio dettato dalla gelosia il 13 novembre scorso: lei si stava preparando per uscire, lui le avrebbe frugato nella borsetta per toglierle le chiavi dell’auto.

Secondo il giudice delle indagini preliminari Sergio Compagnucci, i racconti sono genuini, non ci sono finalità ritorsive; anzi, la donna aveva inizialmente cercato di ridimensionare un episodio. Lei non ha un’indipendenza economica, perché il marito la paga a rate; l’atteggiamento di lui è quello di volerla tenere segregata in casa. Ci sono insomma tutte le condizioni per ravvisare l’ipotesi di maltrattamenti. E naturalmente è impossibile concedere gli arresti domiciliari. L’uomo, assistito dall’avvocata Francesca Carnicelli, è stato portato in carcere a Siena, nei prossimi giorni si terrà l’interrogatorio di garanzia.

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