Gioco
Vendita aree Diaccia, Fondazione Capellino chiede una moratoria
Novanta giorni per studiare il dossier e stilare un progetto «Senza conflitti d’interesse e di profilo internazionale»
grosseto. Anche la Fondazione Capellino di Genova chiede di sospendere la vendita delle due aree della Diaccia Botrona.
«Siamo stati contattati dalle associazioni naturalistiche della zona (Centro rapaci minacciati, Wwf, Gruppo ornitologico maremmano) – scrive il presidente Pier Giovanni Capellino – che hanno indetto la petizione nazionale che ha raccolto oltre 35mila firme su change. org – estremamente preoccupate per il fatto che un’area di proprietà pubblica della Maremma Toscana, per una superficie di 950 ettari ricadenti in parte nella Riserva naturale regionale Diaccia Botrona ed in parte nella contigua zona del Padule aperto, sarebbe in procinto di essere ceduta a privati. Data l’enorme importanza naturalistica e specialmente ornitologica dell’area, classificata come “zona umida d’importanza internazionale” ai sensi della Convenzione di Ramsar, la Lipu – BirdLife Italia, in accordo con la Fondazione, si sta mobilitando anche a livello europeo, con i partner di BirdLife International, affinché all’area sia garantita la giusta destinazione e la migliore conservazione. Accogliendo la loro preoccupazione e ritenendo che sarebbe opportuno utilizzare una simile proprietà per il raggiungimento di obiettivi diversi, come quelli previsti dalla Strategia della Ue per la biodiversità per il 2030, la Fondazione Capellino anche a nome delle associazioni summenzionate chiede di sospendere la vendita per 90 giorni al fine di permetterci di studiare il dossier e redigere un progetto alternativo, con proprietà pubblica o privata, che su basi scientifiche porti all’incremento della biodiversità, favorendo le specie di interesse comunitario e conservazionistico nonché la creazione, per garantire questo scopo, di un Centro Studi Internazionale sulla Biodiversità, eccellenza, che valorizzi l’intero Paese e possa offrire posti di lavoro qualificati e di prospettiva anche attirando talenti da università straniere».
«Con l’augurio che la nostra richiesta di moratoria sia favorevolmente accolta – conclude Capellino – mi dichiaro sin d’ora disponibile ad un incontro nelle prossime 48-96 ore per dimostrare la determinata fondatezza dell’impegno. I 90 giorni ci servono per studiare e redigere, in nome dell’interesse generale e della salvaguardia della biodiversità accomunati, un progetto utile, senza conflitti d’interesse e di profilo internazionale».
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