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Telecamere e microfoni nelle oasi del Wwf «Così le proteggiamo dal bracconaggio»

Maurizio Caldarelli
Telecamere e microfoni nelle oasi del Wwf «Così le proteggiamo dal bracconaggio»

Il progetto per la salvaguardia dell’ambiente e la conservazione della biodiversità vedrà i primi dati all’inizio del 2022

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Maurizio Caldarelli

ORBETELLO. Telecamere e microfoni nelle oasi per salvaguardare la natura e proteggerla dal bracconaggio.

All’inizio del 2022 verranno forniti i primi dati relativi alle oasi della laguna di Orbetello e del lago di Burano, inserite nel progetto “Guardiani della natura” che nasce dalla collaborazione tra Wwf Italia, Huawei e l’organizzazione no-profit californiana Rainforest Connection, che si pone l’obiettivo di fare monitoraggi per studiare e conservare le riserve Wwf italiane, ma anche per contrastare bracconaggio e deforestazione.

La salvaguardia dell’ambiente e la conservazione della sua biodiversità sono priorità non differibili e proprio su questi presupposti Huawei e Wwf Italia hanno unito le forze per salvaguardare la biodiversità di alcune delle Riserve naturali dello Stato. L’iniziativa ha previsto l’installazione, tra agosto e settembre, di dispositivi di monitoraggi nei tre siti pilota delle Oasi Wwf: Cratere degli Astroni in Campania, laguna di Orbetello e lago di Burano, e progressivamente in altre 9 oasi italiane.

«Per ricevere informazioni necessarie per il progetto – spiega il direttore delle due oasi Wwf Fabio Cianchi – ci sono i “guardian” (telecamere, ndr) per il rilevamento dei bracconieri tramite intelligenza artificiale e gli “edge” (microfoni, ndr) per lo studio della biodiversità delle varie zone. Nelle oasi della laguna di Orbetello e di Burano sono stati installati tre guardian per oasi che coprono tutta la riserva, e che sono in grado di registrare suoni fino a un chilometro e mezzo e inviare allarmi in tempo reale alle guardie Wwf; i microfoni, “Edge Audiomoth”, lavorano invece offline, immagazzinando i suoni di questi ecosistemi. Abbiamo inserito nelle nostre riserve naturali complessivamente 20 edge. Questo ci permetterà il monitoraggio di fauna selvatica, mammiferi e anche insetti. Questi strumenti all’avanguardia stanno ormai lavorando da alcuni mesi e più lavorano e più si autoalimentano, creando informazioni sempre più precise. Nelle prossime settimane tireremo fuori i primi dati. Orbetello e Buriano – aggiunge Cianchi – sono stati subito inserite da Wwf in questo ambizioso progetto perché sono aree protette di alto valore con sorveglianza costante. Quotidianamente i dispositivi installati nelle due aree vengono seguiti da un nostro referente, Andrea Giacchetti, ma anche da un gruppo di collaboratori e in remoto dall’organizzazione californiana che ha collaborato al progetto».

Il progetto di Wwf e Huawei è quello di salvaguardare l’ambiente, ma anche quello di contrastare eventuali attività illegali, tra le quali il bracconaggio e la deforestazione. Quando andranno a regime – sottolinea Fabio Cianchi – i guardian sapranno riconoscere uno sparo e inviarlo in tempo reale sul telefonino di chi è preposto alla sorveglianza». Dopo soli tre mesi di attività, la rete di dispositivi tecnologici “Guardiani della Natura”, installati nelle oasi WWF e riserve naturali dello Stato di Astroni, Burano e Orbetello, ha raccolto oltre 300.000 registrazioni audio e inviato oltre 1000 segnalazioni in tempo reale di possibili attività illegali, generate dal sistema di riconoscimento automatico dei suoni basato su intelligenza artificiale. In seguito a tali alert, sono state più di 15 le azioni di verifica intraprese tra cui un blitz della polizia provinciale della città metropolitana di Napoli che, accompagnata dalle guardie Wwf all’interno dell’Oasi Cratere degli Astroni, ha effettuato il sequestro di un impianto acustico illegale per la cattura di fauna selvatica, individuato grazie ai sensori installati nella riserva naturale. «Siamo appena agli inizi, in fase sperimentale, ma questo lavoro di monitoraggio – conclude Cianchi – ha portato alle prime due denunce», a Napoli.

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