Il Tirreno

Grosseto

Trent’anni di birra e un futuro roseo davanti Chimenti festeggia un’avventura in crescita

Massimiliano Frascino ;
Trent’anni di birra e un futuro roseo davanti Chimenti festeggia un’avventura in crescita

L’azienda grossetana impiega una quindicina di dipendenti e ha un giro d’affari che supera i 4 milioni di euro l’anno 

3 MINUTI DI LETTURA





la storia

Arrivati in Maremma lasciandosi alle spalle Milano alla ricerca di un luogo meno caotico dove metter su famiglia, trent’anni dopo Claudio Chimenti e Lina De Gregorio festeggiano insieme ai figli Francesco e Tommaso e ai dipendenti i tre decenni di attività della Chimenti Beverages Srl. Importante realtà imprenditoriale del comparto delle bevande con un fatturato che supera i quattro milioni di euro, specializzata nella distribuzione commerciale di birre e in generale nel settore beverage.

«Avrebbe dovuto essere un evento alla presenza dei nostri clienti e di tanti grossetani – spiega Francesco Chimenti, che insieme al fratello Tommaso rappresenta la seconda generazione di questa impresa a conduzione familiare – ma purtroppo le restrizioni dovute al Covid ci hanno imposto di festeggiare in modo più sobrio. Comunque sia, lo facciamo insieme ai nostri dipendenti, felici per quello che siamo riusciti a costruire in questi trent’anni».

Claudio Chimenti e sua moglie Lina sono arrivati a Grosseto nel 1981 per cambiare vita, lasciandosi alle spalle il lavoro di pubblicitario lui, e quello di dipendente di una multinazionale lei.

L’intuizione di puntare sul mercato delle birre in un paese dalla fortissima tradizione enologica, il fondatore dell’azienda l’ha avuta grazie alla frequentazione di un noto pub milanese. Dove conobbe un distributore che lo iniziò ai segreti del mondo della birra.

«Agli esordi – racconta Francesco Chimenti – mio babbo ha puntato sull’importazione delle birre che distribuiva in tutto il centro Italia. Oggi invece siamo distributori di tutte le principali etichette di birra e operiamo nel centro e sud della Toscana. Nonostante i quattro mesi di stop dovuti al lockdown, e al conseguente blocco del canale di distribuzione Horeca (hotel, restaurant e catering), quest’anno abbiamo un fatturato già superiore a quello del 2019. Trainato soprattutto dai consumi del periodo estivo che hanno avuto un boom, del quale continuiamo a beneficiare anche in questo periodo autunnale».

Oggi l’azienda – che ha sede in via India – occupa una quindicina di dipendenti, ha più di 500 clienti che serve direttamente con una piccola flotta di sette mezzi commerciali in proprietà. E ha un giro d’affari che supera i quattro milioni di euro all’anno, con una crescita del 35-40% dal mese da maggio a oggi.

Cosa particolare oggi come oggi, la Chimenti beverage non vende direttamente ai consumatori attraverso un proprio sito internet. I consumi di birra, d’altra parte, non sembrano avere nessun ostacolo alla crescita. «Si tratta – aggiunge l’imprenditore – di un settore resiliente. Che in questa fase registra una spinta fortissima al consumo di birre a bassa gradazione alcolica, o addirittura di birre analcoliche. Con i consumi di questa bevanda che non sono legati a una moda temporanea, ma hanno sempre di più una componente strutturale. In particolare – conclude Chimenti – i produttori si stanno concentrando in questa fase sulle cosiddette birre “Ipa”, acronimo che sta per “Indian pale ale”. Birre caratterizzate dall’esaltazione del luppolo per la sua forte componente amaricante che sul piano olfattivo esalta intensi profumi erbacei o agrumati, e lascia in bocca un retrogusto amaro».

Massimiliano Frascino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web