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In quarantena per il Covid e con la sporcizia ammassata

Maurizio Caldarelli
In quarantena per il Covid e con la sporcizia ammassata

Famiglia chiusa a casa perché il figlio è positivo convive per 10 giorni con i rifiuti «Sei Toscana li ha ritirati dopo ripetuti solleciti». L’azienda si scusa: «Casi rari»

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Maurizio Caldarelli

ORBETELLO. «Abbiamo il Covid, ma abbiamo rischiato di morire di colera....». Una lettrice residente nel centro storico di Orbetello, costretta a rimanere a casa per aver contratto il virus un paio di settimane fa, racconta la sua convivenza di dieci giorni con i sacchi di immondizia in casa prima dell’arrivo del personale di Sei Toscana, dopo ripetuti solleciti.

«Sono venuta a conoscenza della positività di mio figlio – dice – che ha dovuto fare il tampone per un contatto a scuola, lo scorso 15 novembre e di conseguenza siamo stati tutti rinchiusi in casa in quarantena. Qualche giorno dopo la Sei Toscana mi ha portato i sacchi dove raccogliere l’immondizia. Da quel giorno non ho più visto e sentito nessuno».

La signora orbetellana vive in una casa di 65 metri quadrati senza terrazza nel cuore della cittadina lagunare.

«Con il passare dei giorni – prosegue – la situazione è diventata insostenibile: le mosche hanno cominciato a girare intorno ai sacchi abbandonati in un angolo e non potevo certo metterli in camera. Ho chiamato ripetutamente Sei Toscana e ho sollecitato il Comune, arrivando persino a disturbare un assessore. Sabato mattina, finalmente sono venuti a portarmi via la spazzatura, ma la mia paura è che passino altri dieci giorni prima del prossimo ritiro. Ho anche postato un messaggio su Facebook e tra i commenti ci sono quelli di persone che hanno vissuto la mia esperienza. Capisco le difficoltà di Sei Toscana, che deve far fronte a molte chiamate, ma è disumano lasciare le famiglie per giorni e giorni con i rifiuti all’interno dell’abitazione».

Come possono succedere questi ritardi nel ritiro dei rifiuti a chi ha il Covid? Abbiamo girato la domanda a Sei Toscana che ha spiegato come funziona questo servizio alla cittadinanza.

«Dopo la certificazione della positività – come precisa la società al quotidiano Il Tirreno – l’Asl Sud est passa il nominativo del cliente da prendere in carico al Comune di appartenenza e viene subito attivata la procedura, inserendo il nominativo della persona positivo, o del nucleo familiare, in un apposito elenco. Tra l’altro è un’operazione molto costosa, impegnativa, sia di tempo che di personale. Ad ognuno degli utenti vengono fatti avere dei sacchi nei quali mettere i rifiuti. Il giorno del ritiro il nostro personale avverte la persona qualche minuto prima dell’arrivo e la invita a lasciare i sacchi fuori dalla porta. All’arrivo il personale, munito dei necessari dispositivi di sicurezza, disinfetta l’ambiente, ritira i sacchi e prima di partire disinfetta nuovamente».

Come può succedere che ci siano ritardi come quelli lamentati dalla signora orbetellana? «Il servizio funziona benissimo – risponde Sei – Si tratta di casi sporadici, che possono dipendere anche dal fatto che il nominativo è sfuggito dopo il passaggio dal Comune a Sei Toscana. Solitamente il ritiro è puntuale e avviene almeno due volte a settimana».

E in casi come questi cosa deve fare l’utente?

«Invitiamo le persone ad utilizzare il nostro numero verde o la mail per i reclami. Tra l’altro abbiamo un canale specifico per i rifiuti delle persone colpite da Covid. Ci scusiamo per quello che è successo alla signora di Orbetello, ma, ripetiamo, si tratta fortunatamente di casi sporadici e con il nostro personale cerchiamo di coprire tutte le richieste, anche se la velocità di esecuzione dipende molto dal numero dei positivi da assistere giornalmente», conclude Sei Toscana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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