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Chiuso il Caffè Rosa La titolare fa ricorso

T.S.
Chiuso il Caffè Rosa La titolare fa ricorso

Il questore applica il provvedimento per droga e violenza La titolare si oppone: «Ho chiesto io l’aiuto degli agenti»

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GROSSETO. Chiuso per tre giorni – a partire da ieri – il Caffè Rosa, in via Roma, a Grosseto. Il provvedimento è stato preso dalla questura in seguito ad alcuni problemi di ordine pubblico riscontrati nella zona del locale, «frequentato da soggetti pregiudicati e dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, oltre che al disturbo della quiete pubblica», spiega proprio la questura in una nota. Ma la titolare del locale, Mariana Victoryno Barboi, attraverso l’avvocata Francesca Carnicelli, ha presentato ricorso.

«Il provvedimento del questore si è reso necessario a seguito di capillari servizi di controllo del territorio – si legge ancora nella comunicazione della questura – effettuati nei giorni precedenti dal personale della polizia amministrativa e dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, tesi a incrementare un’efficace azione di prevenzione e contrasto all’attività delittuosa. Durante i ripetuti controlli di polizia al locale, divenuto in queste settimane luogo di naturale aggregazione di numerose persone pericolose per la collettività, gli operatori identificavano diversi soggetti, molti con precedenti penali. In un caso un assiduo frequentatore del bar si scagliava con violenza contro i poliziotti, i quali riuscivano a bloccarlo e a arrestarlo per minacce, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, nonostante il tentativo di altri clienti di sottrarlo al fermo di polizia. Il questore – recita la nota – ha emesso il provvedimento di sospensione dell’attività dell’esercizio commerciale ai sensi dell’articolo 100 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, nda), con contestuale e immediata chiusura dello stesso, al fine di evitare la ripetizione di atti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica e dissuadere i soggetti indesiderati dal riunirsi e porre in essere condotte fuori dalle regole. Difatti, solo pochi giorni fa era stato denunciato un altro frequentatore del locale per illecita detenzione di cocaina, occultata nei vestiti e nell’auto parcheggiata nella vicinissima via Damiano Chiesa».

Nel ricorso, la titolare del Caffè Rosa sostiene di essere stata la prima a chiamare la polizia per chiedere aiuto nei casi in cui i clienti hanno assunto atteggiamenti pericolosi. Infine, l’avvocata Carnicelli aggiunge: «Duole dirlo, ma sembra proprio che si sia chiuso il locale non per la gravità di ciò che è accaduto ma per la impossibilità, dovuta certamente a carenza di mezzi e uomini, che ha la questura di controllare il territorio».



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