Il dolore
Le strade della morte attraversano la Maremma: dati choc per Aurelia e Senese
Secondo l’ultimo report Istat la statale Aurelia registra i "valori negativi" assoluti più elevati della regione
GROSSETO. La pandemia ha portato a una diminuzione di morti e incidenti sulle strade toscane, ma le due grandi strade "incompiute" della Maremma continuano a confermare i loro tristissimi primati di pericolosità: nel 2020 dei lockdown e degli spostamenti vietati - secondo l’ultimo report Istat diffuso giovedì 25 novembre - la statale Aurelia registra i "valori negativi" assoluti più elevati della regione: 100 incidenti e 164 feriti; mentre la Siena-Grosseto le "soffia" l’indice di mortalità più alto, pari a 16 (67 per cento). La Cassia e la SS012 (da Lucca all’Abetone) condividono invece il più elevato valore dell’indice di lesività, vale a dire la percentuale di feriti per incidente. Nel 2020 in Toscana su un totale di 10.350 il maggior numero di incidenti (7.940, pari al 76, 7%) si è verificato sulle strade urbane, provocando 77 morti (50,7% del totale) e 9. 695 feriti (73, 5% del totale) .
Gli incidenti stradali in provincia di Grosseto nel 2020 sono stati 632, 204 in meno rispetto al 2019, con 7 morti (7 in meno) e 883 incidenti (erano stati 1.195 nel 2019) . Nel quadriennio si è registrato un calo della mortalità importante, passando dai 24 del 2017 ai 7 dell’anno scorso.Gli indicatori dell’Istat mostrano un indice di incidentalità (oltre 2 ogni mille abitanti) e lesività elevata (oltre 133, 2) nella parte nord e nella zona sud della provincia, mentre l’indice di gravità (3, 5) e di mortalità (5, 4) è maggiore nei comuni che confinano con la provincia di Siena e con l’Alto Lazio. «I dati forniti per la Toscana - sottolinea il presidente dell’Automobile Club Grosseto, Alberto Paolini - riflettono il dato della provincia di Grosseto. Meno feriti, meno morti, per il fatto che i veicoli hanno girato meno. Il dato non lascia sereni: a parte l’A1 e le direttrici principali, la nostra regione paga il deficit infrastrutturale. Basti pensare alla Fi-Pi-Li, un cantiere per lavori di ammodernamento; il tracciato dell’Aurelia è vecchio e la Senese ha ancora tredici chilometri a due corsie. Le tre arterie sono le più pericolose della regione, direttrici importanti che sopportano un traffico abbastanza pesante. A questo aggiungiamo che le strade interne che collegano i paesi sono state concettualmente pensate negli anni Sessanta. Le strade provinciali, anche se il calo degli incidenti è dovuto allo spopolamento dei territori, necessiterebbero di una manutenzione che purtroppo non c’è».
«I dati forniti dall’Aci, a livello nazionale - aggiunge il presidente dell’Aci Grosseto - hanno comunque fatto registrare nel primo semestre 2021 un aumento dell’incidentalità stradale del 31,3 per cento per cento, per i morti del 22,3 per cento, per i feriti del 28,1 per cento. E in questi sei mesi ci sono state comunque restrizioni: dunque esiamo in risalita rispetto al 2019 e serve sempre una grande attenzione». Il dato relativo al 2020 evidenzia la pericolosità della Siena-Grosseto.
«L’alto indice di mortalità della Siena - Grosseto - spiega Paolini - è legato al fatto che la Senese, sebbene sia stata riammodernata, mantiene quei coni di traffico nei tratti ancora a due corsie, che per assurdo sono ancora più pericolosi di quando la strada era completamente a due corsie. Oggi quando uno dalla strada a quattro corsie passa a due, si trascina dietro il minor livello di attenzione. Il nodo della galleria e il tratto che dalle Risaie porta a San Rocco a Pilli determina un’incidentalità maggiore. È stato appaltato l’ultimo lotto ma c’è il problema della galleria, dove si crea un pericoloso cono di traffico. Se la regione avesse potenziato la linea ferroviaria Grosseto-Siena-Firenze molto del traffico si sarebbe spostato sulla ferrovia, magari con un Intercity che in 40 minuti arrivava a Siena e in un’ora e mezzo a Firenze. La realtà è che abbiamo ancora uno dei tratti non elettrificati d’Europa. La Senese è stata anche sfortunata: se non ci fossero stati problemi negli appalti sarebbe finita».
E il futuro? «Siamo contenti che si siano sbloccati 200 milioni di euro per il rifacimento dell’Aurelia, ma 80 milioni se ne andranno in costi di progettazione. Per rifare tutta l’Aurelia ci vuole un miliardo. C’è una moderata soddisfazione perché si parte con i lavori ma non si potrà fare più del dieci per cento del tracciato. L’Aci pensa agli incidenti stradali, alla sicurezza, ma dobbiamo pensare al miglioramento delle arterie anche per le ricadute che hanno per le imprese e per il turismo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
