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Grosseto

il caso 

Centro anziani tra le macerie Presentata un’interrogazione

Centro anziani tra le macerie Presentata un’interrogazione

Cinque mesi fa il crollo di una porzione di tetto nella palazzina di via dei Barberi Il recupero sembra lontano, la consigliera Capone incalza l’amministrazione

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GROSSETO. Sono passati cinque mesi dal crollo del tetto di una porzione di palazzina. E il centro anziani Roberto Ciabatti, proprietà del Comune di Grosseto in via dei Barberi, sembra ancora ben lontano dal pieno recupero. Il Tirreno ha sollevato il caso due giorni fa.

Ieri il gruppo consiliare del Partito Democratico ha presentato, a firma della consigliera proponente Gabriella Capone, un’interrogazione all’attenzione dell’amministrazione comunale.

La consigliera chiede di conoscere «quali atti o delibere l’amministrazione comunale abbia adottato per il centro di promozione sociale Ciabatti»; quali siano le iniziative che la stessa amministrazione «intende intraprendere per ripristinare i luoghi e la messa in sicurezza degli stessi; quante risorse ha sino ad oggi impegnato e quante ne intenda impegnare nel futuro per procedere al recupero dell’area».

Il Centro di promozione sociale Roberto Ciabatti – scrive la consigliera Capone – «è da sempre una realtà importante del nostro tessuto cittadino. Prima del “crollo”, verificatosi nel giugno 2021, garantiva ai propri iscritti attività, oltre l’attività classica ricreativa, anche un pranzo per tre giorni alla settimana – grazie a una convenzione con CoeSo, nell’ambito del progetto “Non più Soli”, per non parlare del corso di cucina per ragazzi e ragazze diversamente abili e altre attività. Già la crisi pandemica aveva messo in forte crisi i volontari del centro, che hanno dovuto ridimensionare le offerte dei servizi ai propri associati. Quanto accaduto ha ulteriormente compromesso il regolare svolgimento delle attività. Si è registrata una riduzione significativa del numero degli associati dal 2020 al 2021 e questo rappresenta un grave nocumento a uno dei punti fermi del nostro sistema associativo. Quelle tessere non rinnovate – puntualizza Capone – sono soprattutto altrettanti anziani che non possono più socializzare, ritrovarsi, condividere momenti di svago e serenità. Tutto ciò che il centro ha sempre garantito. Non avere una certezza sul futuro dell’edificio costituisce un ulteriore pericolo, perché altri associati potrebbero decidere di non rinnovare la loro adesione nell’anno 2022, ormai prossimo. È necessario, pertanto, prendere una decisione su quale strada intraprendere, ovvero se procedere alla demolizione e ricostruzione, oppure al recupero e ristrutturazione dell’edificio. Si tratta di avviare con celerità tutte le opportune indagini, tramite i tecnici incaricati, al fine di ponderare, anche sulla base delle risorse che saranno necessarie, quale scelta risulti opportuna sulla base dei vari indici da prendere in considerazione. Perché non è una questione che interessa “pochi” ma interessa la comunità, tutta. Il centro Roberto Ciabatti è una risposta agli anziani, alle famiglie, ai volontari. Offre, come già in passato, scambi generazionali attraverso progetti e attività con le scuole e le altre associazioni della nostra città. Non possiamo permetterci di attendere oltre».



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