Sicurezza
Un quarto dei nuovi positivi è minorenne, 38 i ricoveri
grosseto. Salgono ancora i ricoverati all’ospedale Misericordia di Grosseto, che ieri – secondo l’ultimo bollettino dell’Asl Toscana sud est riferito all’arco temporale tra le 14 dell’altro ieri e le 14 di ieri – contava 31 pazienti in Degenza Covid e 7 in terapia intensiva.
Dunque sono 38 i posti letto occupati da chi ha contratto il virus; solo il giorno prima erano 30 più 7, dunque c’è un paziente ricoverato in più. E ancora: il giorno prima ancora ce n’era un altro in meno (erano 30 in degenza Covid e 6 in Rianimazione) . Dunque non si ferma il trend in ascesa sul fronte dei ricoveri, il che fa preoccupare dato che entrambi i reparti stanno tornando a riempirsi. E l’azienda non si farà trovare impreparata. Come ha ricordato alcuni giorni fa il direttore generale dell’Asl Toscana sud est Antonio D’Urso in un’intervista al Tirreno, «al momento il modulo allestito per la Terapia intensiva è di 8 posti, ma abbiamo la possibilità di aprire un modulo aggiuntivo di ulteriori 8 posti in caso di bisogno. Anche i 40 in Degenza Covid possono essere aumentati in caso di bisogno».
Sul fronte deoi contagi, si contano 40 nuovi casi di positività di cui un quarto è minorenne. Del totale, infatti, la maggior parte (12 casi) sono riferiti alla fascia d’età dei giovanissimi fino a 18 anni, altri 5 casi a quella tra i 19 e i 34 anni, ancora 5 casi si riferiscono alla fascia d’età tra i 35 e i 49 anni, 7 a quella tra i 50 e i 64 anni, 10 hanno un’età tra i 65 e i 79 anni e poi c’è un nuovo positivo tra gli over 80. Il maggior numero di nuovi positivi è stato accertato, con tampone molecolare, nel capoluogo grossetano. Sono stati 652 i tamponi effettuati a Grosseto, 701 i positivi in carico all’Asl di cui a domicilio 650, poi si contano 1384 persone in quarantena mentre sono 11 le persone guarite.
Il report vaccinale diffuso dall’Asl conferma il trend di una crescita di casi tra la popolazione giovanissima, fenomeno legato alla diffusione della variante Delta. Una variante che preoccupa – appunto – non solo per la maggiore circolazione del virus ma anche per l’impatto sui più piccoli. Per questo motivo l’Asl sta cercando di dare un’accelerata alla profilassi per i più giovani; e come riportiamo nell’articolo principale, tra le varie iniziative ha organizzato un’intera giornata “aperta”, dedicata alla vaccinazione della fascia tra i 12 e i 19 anni.
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