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IL CASO 

Per il Parco della Maremma non c’è più un presidente

Francesca Ferri
Per il Parco della Maremma non c’è più un presidente

Sono ormai scaduti i 45 giorni di proroga del mandato di Lucia Venturi  E senza una guida molte partite restano in stand-by: dal Piano alla Ciclopista

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Francesca Ferri

GROSSETO. La nuova presidenza del Parco regionale della Maremma dovrà aspettare. Ufficialmente, la fine dello stato di emergenza per la pandemia da Covid-19. In realtà, almeno l’elezione del nuovo presidente della Provincia di Grosseto. E nel frattempo diverse importanti partite, come il nuovo Piano del Parco e il tracciato della ciclopista Tirrenica, rimangono in sospeso.

Sabato scorso scadevano i 45 giorni di proroga del mandato della presidente uscente, Lucia Venturi.

Il suo mandato è scaduto all’inizio di ottobre, proprio nei giorni delle elezioni comunali che hanno riguardato due dei tre comuni in cui si estende il Parco: Grosseto e Orbetello (l’altro territorio è quello di Magliano in Toscana) . Per una sorta di fair play istituzionale, la Regione Toscana, cui spetta in definitiva la scelta del presidente del Parco, ha optato per attendere l’esito del voto.

Dopo 45 giorni, però, c’è un altro appuntamento elettorale da onorare: le elezioni provinciali, che si terranno il 18 dicembre.

Ma cosa c’entrano le elezioni, comunali o provinciali che siano, con l’elezione del presidente del Parco della Maremma? C’entrano per il meccanismo che fa scattare la nomina. La Comunità del Parco – organismo composto dai sindaci dei comuni di Grosseto, Orbetello e Magliano, e dal presidente della Provincia di Grosseto – propone al presidente della Regione Toscana i propri candidati. E il presidente della Regione sceglie chi, tra di loro, guiderà il Parco.

La volta scorsa la scelta fu semplice: la comunità – formata interamente da amministratori di centrodestra – presentò come unica candidata Venturi. Stavolta le cose sono un po’più complicate perché la presidente uscente, dopo un mandato da consigliera e due da presidente, non può ripresentarsi. Occorre dunque trovare un’altra persona, o più d’una, da sottoporre a Eugenio Giani.

Il “fair play” istituzionale sta proprio qui: poiché a decidere sono i sindaci e il presidente della Provincia, si lascia la scelta ai nuovi arrivati. E se a Grosseto e a Orbetello le nuove amministrazioni si sono insediate – in entrambi i casi con la riconferma dei precedenti sindaci – per la Provincia bisogna aspettare l’esito del voto del 18 dicembre. E non è scontato che ci sia un bis del centrodestra.

Intanto, sicuramente il nuovo presidente della Provincia non sarà Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che non si è ricandidato. Gli equilibri politici all’interno della comunità del Parco potrebbero comunque essere mantenuti nel caso la spuntasse sempre il centrodestra con Andrea Casamenti, che è già nella comunità del Parco in qualità di sindaco di Orbetello. Se invece a Palazzo Aldobrandeschi dovesse insediarsi il candidato del centrosinistra, Francesco Limatola (sindaco di Roccastrada) , allora dalla comunità del Parco potrebbe non uscire un unico nome da proporre a Giani.

C’è poi l’incognita Magliano. L’amministrazione comunale è sull’orlo della sfiducia, dopo la frattura – dichiarata insanabile – di Fratelli d’Italia rispetto al sindaco leghista Diego Cinelli. L’opposizione è decisa a mettere ai voti la tenuta della maggioranza. Ma Cinelli ha già lasciato intendere al partito della Meloni che, se il suo mandato verrà fatto cadere, la cosa avrà ripercussioni sulle Provinciali. Tradotto: non contate sui miei voti. Voti che potrebbero fare la differenza tra vincere o perdere le elezioni. Se il centrodestra è disposto a correre il rischio, e Magliano venisse commissariato, sarebbe il commissario, a quel punto, a sedere nella comunità del Parco. E a fare la sua proposta.

Ad ogni modo, lunedì mattina il presidente Giani ha inviato a Venturi la comunicazione che il suo mandato viene ulteriormente prorogato “fino a cessata emergenza pandemica” – quindi, al momento, fino al 31 dicembre – a meno che nel frattempo le amministrazioni coinvolte non trovino la quadra. E si può ben immaginare che sarà più facile trovarla dopo il 18 dicembre.

Intanto, però, il Parco ha le mani legate. La presidenza in deroga consente di gestire solo le questioni di ordinaria amministrazione. Non può toccare, invece, i dossier più importanti, come la redazione del nuovo Piano del Parco, una sorta di piano urbanistico che attende di essere rinnovato (il piano attuale risale al 2008) e la progettazione del tratto di ciclopista Tirrenica che attraversa il Parco della Maremma, faticosamente individuato e acquistato quest’anno a inizio estate dopo un pluriennale confronto con le proprietarie dei terreni sui quali ricade il tracciato, le sorelle Vivarelli Colonna.

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