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politica e polemiche 

Parte il ricorso al Tar contro Viva Castiglione

Enrico Giovannelli

Al centrodestra si contestano presunte irregolarità A rischio esclusione i due consiglieri eletti Cesario e Mazzini

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Enrico Giovannelli

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Le elezioni amministrative a Castiglione della Pescaia potrebbero non essere finite lo scorso 3 e 4 ottobre.

Un paio di cittadini hanno deciso di promuovere un ricorso al Tar della Toscana per presunte irregolarità sulla lista del centrodestra Viva Castiglione: un modulo presentato potrebbe addirittura fare escludere i due consiglieri eletti, il candidato sindaco Alfredo Cesario ed Edoardo Mazzini. Un’eventualità che, se appurata dal Tribunale amministrativo e dai successivi inevitabili ricorsi, potrebbe portare in consiglio altri due rappresentanti della terza lista, l’Alternativa.

Ma andiamo con ordine, anche perché proprio Viva Castiglione, a nemmeno un mese dal voto, era stata costretta a depennare dalla propria lista ben tre candidati. Una firma non in regola, anche in questo caso, aveva fatto saltare la candidatura di Laura Bianchini (un classico vizio di forma), e per rispettare le quote di genere erano poi stati costretti a rinunciare alla corsa anche due uomini: Roberto Andreini e Sebastiano Renzetti, facendo così rimanere solo 9 i candidati in lizza. Ora, se il ricorso al Tar fosse accolto, ad essere messa in discussione sarebbe stata la candidatura di Massimiliano Palmieri (che non è entrato in consiglio) anche in questo caso per un errore con le firme di autenticazione nel presentare la lista. A quel punto sarebbero rimasti solo 8 i consiglieri candidati, che non avrebbero però permesso di partecipare al voto. Una situazione dagli sviluppi imprevedibili.

Come detto, a presentare il ricorso al Tar attraverso l’avvocato Vito De Vito sono stati Massimo Emiliani e Valentina Ori dopo la conferma degli eletti, per un intreccio che rende ingarbugliata la situazione. Alfredo Cesario ha confermato di aver ricevuto la notifica del ricorso presentato ai primi del mese, come alcuni degli attori protagonisti di questa vicenda, e che sarà discusso dal Tar il 12 gennaio 2022.

«Noi siamo tranquilli e quello che viene contestato è tutto da dimostrare – spiega Cesario – Abbiamo messo a conoscenza della situazione ovviamente la sindaca Elena Nappi. Possiamo solo attendere le decisioni del Tar e se ovviamente il ricorso sarà accolto. Ci tuteleremo in tutte le sedi».

In sostanza chi ha promosso il ricorso contesta che una firma, quella di Massimiliano Palmieri, non sarebbe del candidato consigliere ma uno “scarabocchio”, e che l’autentica fatta dal deputato Mario Lolini sarebbe dunque un “falso”.

Un’accusa che il Tar deve valutare. In casa della lista civica l’Alternativa della dottoressa Ianetta Giannotti bocche cucite, visto che per esprimersi servirà una decisione del tribunale, anche se viene annunciata nelle prossime settimane la volontà di spiegare attraverso una conferenza stampa quanto successo.

Rimane il fatto che il consiglio comunale è come se fosse “sub iudice” e in attesa: sulle delibere votate e che saranno votate non ci dovrebbero però essere sorprese, considerando che è la maggioranza a farlo e dunque al riparo da ogni discussione. Sul dato politico, invece, sì che ci sarà da discutere. Tante le domande che si fanno avanti: da chi è andato a verificare che quella firma potrebbe essere non autentica e averlo “spifferato” a chi poi ha presentato il ricorso; a come si relazioneranno adesso gli stessi partiti del centrodestra, che dovranno per forza interrogarsi su quanto avvenuto e fare chiarezza al proprio interno.

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