Il Tirreno

Grosseto

il programma di mandato 

Via il semaforo, rifatta la piazza I progetti (con qualche déja-vu)

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grosseto. Il consiglio comunale di ieri è stata anche l’occasione, per il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, di ufficializzare le linee programmatiche di mandato, ovvero i grandi progetti per i prossimi cinque anni che riguardano la città e il comune. Che poi non sono altro che il programma elettorale ampiamente illustrato da Vivarelli Colonna e che sarà finanziato in larga parte dai fondi del Pinqua, il Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare che convoglierà sul capoluogo maremmano 15 milioni di euro dal Pnrr.

Dunque, nessuna novità, ma tante conferme. Partendo dal cuore della città, la sistemazione del Cassero e del bastione Cavallerizza, la trasformazione degli uffici comunali di via Saffi in un compendio immobiliare con anche 20 appartamenti; la sistemazione di piazza Pacciardi (piazza della Palma) che sarà ripavimentata, l’eliminazione del semaforo di via Sonnino. Sempre in città, la sistemazione di via De’ Barberi e la riqualificazione del Peep, mentre per la periferia c’è il progetto di sistemare l’area di via Genova e alleggerire il traffico in via Giordania.

Annunciati anche il Polo della vela, l’introduzione della tariffa tari puntuale (i rifiuti si pagheranno in base a quanti se ne produce, grazie ai cassonetti smart), il parco al Diversivo, la creazione di piste ciclabili in centro. E poi, il via libera alla costruzione di un centro termale (privato) a Roselle.

Tra gli impegni, c’è anche quello di completare la digitalizzazione e informatizzazione dei servizi al cittadino e di tutti gli sportelli, la creazione di uno sportello per il lavoro e più servizi per le imprese.

Il lungo elenco ha fatto storcere più di un naso tra i banchi dell’opposizione. Diversi provvedimenti sono già stati annunciati nei cinque anni passati, e ancora attendono di essere realizzati. Ad esempio, l’eliminazione del semaforo, la sistemazione del Cassero, la tariffa dei rifiuti.

Il più puntuale nell’elencare le cose promesse, e non ancora realizzate, è stato il consigliere Stefano Rosini (Pd). Rosini ha rimarcato come dal Pinqua sarebbe stato possibile ottenere 45 milioni di euro, e non solo 15 milioni come ha fatto il Comune di Grosseto.

Ha poi sottolineato come alcuni progetti del Bando periferie «dopo dieci anni non sono ancora non conclusi», e cita ad esempio la Porta al parco degli etruschi. Ma, nell’elenco dei progetti non realizzati, cita anche le piste ciclabili, per le quali mancano diversi chilometri rispetto agli impegni, il raccordo anulare, il nuovo palazzetto dello sport. Mette poi il dito nella piaga col Cassero: «Nessuna assegnazione stabile è andata in porto, come per le piscine».

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