La protesta
Isola del Giglio, abbattimento mufloni. Il sindaco: «Operazione necessaria». La petizione e tutte le reazioni
Il primo cittadino: «Non sono una specie autoctona sull'isola, furono portati qua attorno agli anni Sessanta da un farmacista di Pisa»
ISOLA DEL GIGLIO. Parte oggi (lunedì 22 novembre) all'Isola del Giglio, in provincia di Grosseto, il progetto "Life" che prevede, tra le altre cose, l'abbattimento dei mufloni presenti sul territorio isolano. «Si tratta - spiega a LaPresse il sindaco dell'isola, Sergio Ortelli - di una storia che ha origine diversi anni fa. I mufloni, che non sono una specie autoctona sull'isola, furono portati qua attorno agli anni Sessanta da un farmacista di Pisa che li allevava, per poi venderli, in un podere privato. Dieci anni fa, a seguito dell'abbandono di questo podere, i mufloni, forzando le staccionate sono scappati. Sono animali che fanno danni, grosso modo come i cinghiali, soprattutto alle coltivazioni. Da qui il progetto che parte oggi, che prevede, tra l'altro, non solo l'abbattimento dei mufloni, ma anche l'eradicazione delle piante non autoctone presenti sull'isola. Si tratta di un progetto approvato dalla comunità europea, non certo di una mia idea. È un'operazione sostenuta dall'Europa che tende a eradicare piante e animali che modificano la biodiversità. I mufloni, in particolare, che non sono certo specie autoctone dell'isola, fanno danni enormi all'agricoltura. È una richiesta - spiega il sindaco - che nasce dai nostri agricoltori e che è stato spiegato ai cittadini in diverse assemblee, che hanno compreso perfettamente. Stiamo parlando di 20-30 animali al massimo. All'inizio, negli anni '60, questi animali erano tenuti in una riserva, in un terreno privato. Dieci anni fa circa scapparono. Il progetto, sposato sia dal Parco Nazionale dell'Arcipelago che dalla comunità europea, ne prevede l'abbattimento. Sono animali incompatibili con la biodiversità dell'isola, che modificano l'equilibrio del Giglio. Chi oggi ha alzato questo polverone - conclude il sindaco Ortelli - lo fa solo in modo strumentale: guarda caso è una persona che aveva un incarico nel parco, e che ora non lo ha più». Ortelli, poi, precisa che «oggi (lunedì 22 novembre) è iniziata l'operazione ma non so se sono iniziati gli abbattimenti veri e propri. Le operazioni dei selettori decisi dal Parco dureranno fino a marzo. Quello che mi preme sottolineare è che prima di fare degli esposti in procura bisognerebbe conoscere meglio quello che sta accadendo. Ripeto: si tratta di un progetto Life che cura la biodiversità. Quindi non c'è nessuna mattanza, ma solo un'operazione necessaria e non più rimandabile».
ITALIAN HORSE PROTECTION
«Non possiamo che esprimere sdegno verso amministrazioni pubbliche che pretendono di risolvere un problema di convivenza uomo animale dando l'autorizzazione a sparare e a uccidere animali inermi». Così Sonny Richichi presidente di Ihp-Italian Horse Protection, commenta la decisione da parte dell'ente Parco dell'Arcipelago Toscano, in base al progetto 'Life LetsGo Giglio', di dare il via all'abbattimento dei circa 30 mufloni non autoctoni presenti sull'isola del Giglio. «Qualunque sia la motivazione alla base di questa decisione - aggiunge Richicchi - non giustifica misure di questo genere, quando al loro posto potrebbero essere prese decisioni diverse che vanno nella direzione della tutela della biodiversità in maniera seria e non ipocrita, usando da un lato la parola 'tutela' dall'altro 'abbattimento'. Ci aspetteremmo da una regione come la Toscana all'avanguardia nella gestione della biodiversità atteggiamenti diversi».
BRAMBILLA-LEGA DIFESA DEGLI ANIMALI
«Non soltanto deve cessare la mattanza dei mufloni dell'isola del Giglio, ma sono quanto mai opportune le dimissioni del presidente e degli amministratori del Parco dell'Arcipelago toscano che l'hanno decisa senza valide giustificazioni, senza aver reso noti i risultati degli esami veterinari sugli animali già catturati e prevedendo invece graziosi regali ai selecontrollori-cacciatori: oltre al piacere di sparare, anche quello di portarsi a casa il trofeo, visto che il Parco ha facoltà di donare loro le carcasse. Il tutto al costo di 1,6 milioni di euro dei contribuenti italiani ed europei». Lo afferma l'onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell'Ambiente, che chiede l'intervento del premier Draghi e del ministro Cingolani perché fermino "il massacro" e annuncia azioni legali: un esposto in Procura e un reclamo alla Corte dei Conti europea. «La perdita di biodiversità - sottolinea Brambilla - è considerata la più grande emergenza del pianeta insieme con quella climatica. Eppure gli amministratori dell' Ente Parco dell' Arcipelago Toscano vivono in non so quale passato, convintissimi che nel XXI secolo sia ancora accettabile, anzi necessario, affrontare problemi complessi a suon di proiettili. Considerano i mufloni specie aliena, mentre basta un'occhiata all'Enciclopedia Treccani per apprendere che i mufloni sono specie presenti da tempo immemorabile in Sardegna e nel Parco nazionale dell'Appenino Tosco-Emiliano. In Sardegna e in Corsica, dove l'abbattimento dei mufloni è vietato dal 1953, si parla di tracce risalenti a 7 mila anni fa».
IL CONSIGLIERE REGIONALE DELLA LEGA ANDREA ULMI
«I mufloni sull'Isola del Giglio stanno mettendo a rischio le coltivazioni, per questo ho raccolto l'appello di diversi imprenditori agricoli locali ed ho presentato un'interrogazione in regione Toscana per capire come si intenda dare piena attuazione al progetto europeo 'Life Nature and Biodiversity Technical Applications Forms' che prevede l'eradicazione di questa specie alloctona, importata negli anni '60 da un'azienda locale e tenuti all'interno di recinzioni. A causa della trascuratezza degli anni successivi le reti si sono rotte e gli animali hanno iniziato a circolare liberamente sull'Isola creandovi il loro nuovo habitat». Così il consigliere regionale della Lega nel consiglio regionale toscano, Andrea Ulmi ha raccolto l'appello di alcuni imprenditori agricoli del Giglio. «Il Parco dell'Arcipelago - afferma Ulmi in una nota - ha dato vita ad abbattimenti selettivi, concordati anche con l'amministrazione comunale, ma occorre fare di più per arrivare a riportare il Giglio ad una situazione di normalità. Negli ultimi tempi l'Isola ha visto una crescita dell'attività agricola con la produzione di prodotti di qualità. L'inserimento da parte del ministero dell'Agricoltura dell'Isola tra le zone disagiate permetterà agli stessi di poter dare nuovo impulso alle loro attività grazie alle nuove opportunità, anche in termini di finanziamento, che questo status comporta. Per questo - conclude l'esponente della Lega - è necessario eliminare, così come previsto dal progetto continentale e come richiesto dagli agricoltori locali, il muflone che rappresenta una criticità per questo tipo di attività, che, nel passato, si era trovato già a fare i conti con quella rappresentata dai conigli selvatici».
LA PETIZIONE
È attiva sul portale 'savegiglio.org' una petizione online per fermare l'abbattimento dei mufloni sull'Isola del Giglio, in provincia di Grosseto. «L'ente parco - si legge nella petizione - sta terminando il 'corso di abilitazione dei selecontrollori del parco nazionale Arcipelago Toscano', per i volontari che concorreranno nei prossimi mesi all'abbattimento in forma collettiva del Muflone del Giglio». Il corso prevede una partecipazione massima di 100 persone, che si renderanno disponibili all'abbattimento dei Mufloni del Giglio. La petizione, alla mattina di lunedì 22 novembre ha raccolto 11.742 adesioni, stando al sito. «Nell'isola mediterranea del Giglio - si legge sul testo -i mufloni presenti oggi, sono la popolazione residua di un progetto di conservazione realizzato negli anni '50 del secolo scorso che ha contribuito con successo a salvare la specie dall'estinzione. Senza studi specifici eseguiti da terzi - prosegue la petizione di SaveGiglio - non si può determinare l'effetto che i mufloni hanno sull'habitat dell'Isola del Giglio. A causa delle numerose incongruenze all'interno del progetto dell'Ente Parco, chiediamo la cessazione immediata di tutte le attività del progetto "Letsgo Giglio" fino a quando gli studi appropriati potranno essere eseguiti e valutati scientificamente. I dati attuali presentati non sono, a detta di numerosi esperti nel settore, sufficienti per procedere con l'attuale progetto».
IL PRESIDENTE DEL PARCO
«Il muflone è una delle 59 specie cacciabili, non in via di estinzione e non protetta, e soprattutto una specie aliena e invasiva che crea danni alla biodiversità e che nel mondo è responsabile dell'estinzione di almeno tre tipi di piante». Così Giampiero Sammuri, presidente del Parco dell'Arcipelago Toscano.
LO ZOOLOGO
«Nell'Isola del Giglio i mufloni sono una specie aliena: rimuoverli è un atto di conservazione, non una mattanza. L'animale introdotto in Italia peninsulare è causa di squilibrio potenzialmente molto dannoso per altre specie autoctone e preziose. Per questo la sua eradicazione, già avviata, è un atto di conservazione della biodiversità Non appena si è sparsa la notizia dell'avvio delle operazioni di rimozione dei mufloni dall'Isola del Giglio, è partita la raffica di prese di posizione, accuse e allarmi, tutto condito con una pletora di false notizie. L'uso stesso di termini come "mattanza", "condanna a morte", "esecuzioni", è sintomatico di una lettura volutamente distorta della realtà, un lessico teso a forzare l'opinione pubblica, un po' come fanno alcune persone che, di questi tempi, parlano di "dittatura sanitaria"». Lo dice, in una nota diffusa dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano, il professor Luigi Boitani, professore ordinario di Zoologia del dipartimento di Biologia e Biotecnologie alla Sapienza Università di Roma. «L'analogia con la manipolazione dei termini nel campo della vaccinazione anti-Covid - aggiunge - non è casuale, perché anche nel caso delle grida contro la rimozione dei mufloni sono in campo una sostanziale ignoranza scientifica e il tentativo di giustificare con falsi argomenti tecnici una personale e legittima convinzione etica».
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