Attenzione
Teatro: «Costa più qui che in mezza Toscana»
Pizzichi e Lynn confrontano i compensi di diversi direttori artistici di strutture più capienti e assai più note di quella del Golfo
follonica. Gli occhi dei consiglieri comunali di opposizione restano puntati sul Teatro comunale: questa volta non si spara ad alzo zero, ma si fa qualche calcolo comparativo rispetto ad altre realtà italiane delle risorse impiegate dalla giunta del sindaco Andrea Benini. Il confronto è a cura dei consiglieri Daniele Pizzichi della Lega e Charlie Linn della Lista civica Di Giacinto.
«La direzione del Teatro di Follonica – dettagliano – ha costi superiori a quelli dei teatri grandi città». Ed ecco i risultati della ricerca comparativa che mette a confronto i compensi che i direttori artistici percepiscono sul territorio nazionale. «Il direttore del teatro di Follonica Eugenio Allegri, di cui non discutiamo la valenza artistica, percepisce 45mila euro all’anno più un’aggiunta per i corsi di formazione per il pubblico e gli operatori. L’incarico è stato confermato dalla giunta, e dall’apertura del Teatro, nel 2014, il direttore non è stato mai cambiato».
Si discute da molto tempo sulle modalità di scelta del direttore, «ma questa volta – sottolineano Pizzichi e Lynn – è doveroso porre l’accento sull’aspetto economico. Per teatri ben più importanti di quello follonichese, il direttore percepisce cifre similari e in molti casi inferiori: il direttore del teatro Goldoni di Livorno percepisce 40mila euro annui; 48mila per quello di Pistoia (con tre teatri) ; 38mila per il Teatro Giglio di Lucca; 36mila per la direzione del Teatro Verdi di Pisa; 40mila per il Teatro Stabile d’Abruzzo; 35mila per la Fondazione Guido d’Arezzo.
«Si tratta di teatri – osservano i consiglieri – che in larga parte hanno una capienza più che doppia rispetto ai 400 posti a sedere di Follonica. I numeri continuano a parlare: vediamo che il compenso annuo di Allegri è pari da solo all’intero incasso del botteghino del teatro. Si tratta do cifre che sono evidentemente spropositate rispetto alla capacità produttiva del Teatro e che fanno sì che la sua gestione subisca una perdita che per un privato equivarrebbe alla consegna dei libri in Tribunale».
«Sono soldi dei cittadini – ricordano Pizzichi e Lynn – che non fanno avvertire neanche lontanamente all’Amministrazione comunale la necessità di iniziare una procedura comparativa per la gestione del teatro». Non solo: «Oltre ai 45mila euro per la direzione, Allegri inserisce anche, da anni, la propria rappresentazione teatrale all’interno del palinsesto che non è compresa nel prezzo e che viene pagata dall’Amministrazione. Tutto lecito – concludono – ma nel merito crediamo sia giunta l’ora di aprire un dibattito molto serio sulla gestione del teatro e sulla cultura a Follonica».
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