Il Tirreno

Grosseto

Onorio Turchi, maestro di sartoria La sua eredità vive con Montecristo

maurizio caldarelli
Onorio Turchi, maestro di sartoria La sua eredità vive con Montecristo

Il fondatore della Try Me di Buriano è scomparso a 84 anni. Il suo laboratorio è il cuore dello sviluppo dei capi Rrd 

4 MINUTI DI LETTURA





il personaggio

maurizio

caldarelli

Il mondo dell’imprenditoria sartoriale piange la scomparsa, all’età di 84 anni, di Onorio Turchi, avvenuta, nei giorni scorsi, dopo una breve malattia.

“Onorio della Try Me”, come è stato ribattezzato da chi lo conosceva, è stato un personaggio speciale, che ha avuto una visione lontana della vita, ha saputo prendere al volo le occasioni e i suoi prodotti sono diventati l’oggetto del desiderio di un paio di generazioni.

Terminate le scuole elementari, invece di affiancare i genitori nella bottega di generi alimentari a Buriano, Onorio ad appena 15 anni andò a scuola di cucito da uno dei sarti più conosciuti nella Grosseto degli anni Cinquanta, Garalla, che aveva il laboratorio in via Galilei.

Un sacrificio notevole, considerato che tutti i giorni andava a Grosseto in bicicletta, ma che lo aiutò a coronare il suo sogno di diventare sarto.

Nel 1960, per perfezionarsi, frequentò anche un corso di taglio a Milano, appoggiandosi ad alcuni amici del suo paese che si erano trasferiti in Lombardia per limitare le spese. Con il passare degli anni Onorio iniziò a farsi una clientela e a cucire abiti su misura e le cose andavano bene.

Nel 1976 arrivò la svolta della sua carriera, con il passaggio all’abbigliamento casual. Un’intuizione che lo rese famoso in tutta Italia: i suoi jeans, le sue maglie di cotone colorato e di lana diventarono di tendenza.

La “Try me”, la fabbrica che aprì nell’orto di suo nonno, in località Paesetto, dal 1979 diventò un punto di riferimento soprattutto per i giovani che volevano vestirsi alla moda.

«La nostra azienda – dice il figlio Gabriele, che con il fratello Aurelio ha preso in mano l’attività – cominciò con l’assumere ragazze di Buriano e nel periodo di maggiore splendore si arrivò anche a 25-30 lavoratrici. Un boom di lavoro che fece tanto bene all’economia della frazione castiglionese. La Try Me ottenne anche commesse dalla Guess e dalla Reebok, ma a Onorio non importava niente il nome, lui puntava sempre alla qualità del prodotto».

Mentre la moglie Giuliana ereditò la gestione del negozio di alimentari dai genitori, attività rimasta in piedi fino alla sua pensione, negli anni Novanta, Onorio diventò un esempio da seguire, con i suoi prodotti alla moda.

«Nostro babbo – aggiunge Gabriele – ha portato avanti questo lavoro fino a pochi mesi fa. Era in pensione da anni, ma la sua presenza era costante».

Da dieci anni a questa parte la “Try Me” è diventata un’esclusivista del marchio Montecristo, la società produttrice e distributrice dei capi di abbigliamento a marchio Rrd – Roberto Ricci design, azienda grossetana numero uno al mondo per le tavole da surf e, da diversi anni, anche marchio di abbigliamento tra i più prestigiosi in Italia.

«Tra Roberto Bardini (amministratore unico della Montecristo srl) e Onorio – dice Gabriele Turchi – c’è sempre stato un feeling speciale. Insieme hanno studiato e prodotto nuovi capi di abbigliamento. Nelle fase di preparazione al campionario ci fa spesso visita anche Roberto Ricci (fondatore di Rrd). Per la Montecristo lavoriamo soprattutto sulla ricerca, sulla prototipia. Noi prepariamo i capo spalla, poi il lavoro viene finito altrove.

L’anziano sarto e la sua antica maestria manuale. E le linee contemporanee e innovative di un’azienda di primo piano al livello mondiale nel settore moda e design. Il legame tra Onorio Turchi e Montecristo era profondo.

«Sento che dobbiamo molto a queste persone, a Onorio, ad Aurelio e a Gabriele – dice Roberto Bardini – Le linee e i progetti dei nostri capi nascono da Montecristo, ma poi vanno “messi a terra”. Questo significa creare i prototipi seguendo le nostre direttive, definire le cuciture e quant’altro. Di questo si occupano nel laboratorio di Buriano, che un laboratorio di ricerca e sviluppo. Aurelio e Gabriele sono persone speciali, come lo era Onorio: una persona buona e simpatica, piacevole». Il cui lavoro, iniziato tanti anni fa, riesce oggi a tramandarsi in una nuova, più ampia prospettiva grazie a Montecristo. Senza perdere quella dimensione artigianale, quasi familiare, che permette al laboratorio di lavorare in modo sereno e perciò più efficiente.

«I nostri 15 dipendenti grazie al lavoro di nostro babbo sono felici di lavorare con noi in un ambiente familiare – conclude Gabriele Turchi –. Onorio, che riposa a Buriano, oltre che alla nostra famiglia mancherà a tutti. È stato veramente un babbo e un imprenditore speciale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa