Attenzione
Droga nascosta negli slip e nell’armadio di casa Imprenditore arrestato
Pierluigi Sposato
grosseto. Via Fabio Massimo, giovedì sera, poco prima delle 23. Una pattuglia dei carabinieri delle Squadre di intervento operativo (Sio) ferma una Volkswagen Golf, con due ragazzi a bordo, uno di 30 e uno di 21 anni, amici tra di loro da tempo. I militari decidono di approfondire i controlli e dal portaoggetti dell’auto spunta fuori un involucro contenente hashish: successivamente pesato, è di 6,5 grammi. L’auto appartiene al trentenne, un imprenditore grossetano, che in tasca ha 715 euro. Il 21enne invece tira fuori dai pantaloni una scatoletta con altro hashish, poco più di 5 grammi. Il controllo prosegue allora in caserma: nascosti negli slip il trentenne ha altri tre involucri, in tutto sono 24 grammi e poco più. Non è finita: i carabinieri vanno a casa del giovane uomo, nella prima periferia della città, e cominciano la perquisizione. Dall’armadio della camera da letto spuntano fuori otto panetti di hashish per oltre sette etti, più altri otto involucri per più di trenta grammi. La camera da letto è quella del trentenne, oltre alla droga (in tutto vengono sequestrati 785 grammi) ci sono anche 3mila euro in contanti.
Ce n’è abbastanza per i carabinieri, che ascoltano comunque anche le dichiarazioni del 21enne. Questi spiega ai militari che la droga che gli è stata sequestrata poco prima gliel’ha data proprio l’amico. Dieci grammi per cento euro è il prezzo per il rifornimento che generalmente ha cadenza ogni tre settimane. Uno scambio droga-denaro che sarebbe andato avanti da un paio di anni.
Il trentenne viene arrestato. Portato davanti al giudice, spiega che la droga trovata a casa sua è solo una scorta personale, che non c’è nessuna attività di spaccio e che, appunto, non ha venduto nulla di nulla al suo amico. E i soldi? I soldi sono quelli che mi guadagno con la mia attività, risponde, e se li tengo in casa è soltanto per comprare un’auto. Ma la versione non convince il giudice: il quantitativo è esorbitante per il consumo personale; il denaro sarebbe stato ben potuto essere versato in banca, invece che essere nascosto insieme alla droga; il fatto che le banconote siano di piccolo taglio lascia presupporre il provento di un’attività di spaccio; il confezionamento della droga è indice della preparazione allo spaccio; le frasi dell’amico pesano notevolmente. Insomma, non ci può essere che il carcere per lui, anche in considerazione dei precedenti penali e di polizia per lesioni, rissa, resistenza a pubblico ufficiale. Impossibile concedere gli arresti domiciliari, visto che la camera da letto era stata trasformata in un magazzino di sostanze stupefacenti, all’insaputa dei familiari.
I controlli dei carabinieri del Sio (fanno parte del 6° Battaglione Mobile Carabinieri “Toscana”, di stanza a Firenze), proseguiranno nei prossimi giorni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
