Sicurezza
Capalbio, ecco come verrà recuperato il lago perduto: cantiere da 8 milioni di euro
San Floriano rinascerà: sarà una "miniera d’acqua" per la comunità e la tutela dell’ambiente
CAPALBIO. Il lago di San Floriano, a Capalbio, sarà recuperato grazie a un investimento di otto milioni di euro. I lavori a cura del Consorzio di bonifica 6 Toscana Sud partiranno per l’inizio dell’estate e dureranno due anni. Si tratta di un progetto importante per la zona sud e per un Sito di interesse comunitario. Fino a circa trent’anni fa il laghetto di San Floriano che si trova lungo la strada provinciale Pedemontana che dall’Aurelia porta a Capalbio, era una distesa di ninfee bianche.
Un luogo unico dal punto di vista naturalistico. La riqualificazione si è resa necessaria anche per il benessere del lago di Burano, dove va a sfociare il fosso Melone in cui finiscono le acque del lago che a loro volta scaricano a Burano. La sistemazione servirà anche a ridurre il cuneo salino che sta avanzando sempre più non solo nei campi ma anche a Burano dove sta seccando anche i canneti. Il progetto nasce a seguito dell’accordo per la tutela del lago di Burano, stipulato nel 2003, fra l’allora Ministero dell’ambiente, Regione Toscana, Provincia di Grosseto, Comune di Capalbio, Autorità di ambito ottimale numero 6 - Ombrone, l’ex Consorzio di bonifica Osa Albegna, Arpat, Wwf e Sacra Spa. Un lungo iter che giunge finalmente a conclusione e che prevede, attraverso un investimento da quasi sei milioni di euro finanziato dal Ministero delle politiche agricole, il consolidamento della diga e la realizzazione dello scarico di fondo e superficie, che consentirà la riduzione della salinizzazione.
Al termine di questo intervento sarà quindi possibile avere il completo utilizzo dell’opera per la salvaguardia del lago di Burano: la messa in funzione della diga permetterà di invasare l’intero volume di acqua previsto, pari a circa 900mila metri cubi. Il lotto successivo, investimento da 2,2 milioni finanziato dal piano irriguo nazionale, consentirà invece di realizzare l’impianto di irrigazione che servirà circa 400 ettari e oltre 50 aziende, con notevole risparmio di acqua.«Siamo in attesa della risposta da parte della Regione - dice Roberto Tasselli, responsabile area progettazione del Consorzio bonifica - sulla competenza a procedere come autorità espropriante. Entro fine anno contiamo di aver completato questi aspetti per procedere ad avviare l’iter di esproprio. A gennaio sarà indetta la conferenza dei servizi».«Una volta completati i lavori - dice il presidente del Consorzio Fabio Bellacchi - potremo utilizzare questo lago per l’irrigazione, l’antincendio e come supporto al lago di Burano. Dovremo completamente ripulire, svuotare e scavare il lago per farlo tornare a una profondità di 10 metri - spiega Bellacchi - preoccupandoci anche dei pesci, dividendo le specie ittiche secondo le indicazioni che ci daranno gli esperti».
«È un’opera di fondamentale importanza - aggiunge Fabio Cianchi, coordinatore delle Oasi Wwf della Maremma - perché interessa due siti di importanza comunitaria, il lago di San Floriano e il lago di Burano che anche quest’anno ha rischiato una crisi distrofica, dovuta alla siccità, alle alte temperature e agli scarichi fognari di Capalbio Scalo».
«Il progetto che porterà a nuova vita il lago di San Floriano - commenta il sindaco, Gianfranco Chelini - ci riempe di soddisfazione. Ci siamo spesi molto per questo intervento e anche grazie all’evento Capalbio 2020-2024 potemmo illustrarlo alla ministra Lorenza Bonaccorsi che, nei mesi successivi, intervenne affinché un iter che si era bloccato riprendesse il suo corso: grazie al suo interessamento, infatti, l’amministrazione comunale potè rappresentare le necessità dell’area alla presidenza del consiglio dei ministri, ottenendo il via libera per il progetto. È molto importante essere arrivati, oggi, a questa fase: ci auguriamo che il procedimento prosegua nei tempi previsti perché sarà una vittoria di tutto il territorio».
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