Sicurezza
Uccise con l’auto un 47enne la Cassazione conferma la pena
Aveva fatto ricorso chiedendo di valutare il concorso di colpa della vittima Il cameriere condannato dopo avere colpito la vittima si era allontanato
pisa. Dopo due condanne in primo e secondo grado aveva fatto ricorso in Cassazione. Lamentava che nelle decisioni dei giudici che lo trovarono colpevole della morte per investimento di Nicola Laurino, 47 anni, non fossero state prese in giusta considerazione le responsabilità della vittima, poco visibile al buio e probabilmente alterata dall’alcol. Ma i giudici hanno respinto il suo ricorso e confermato la condanna a due anni e tre mesi per Flavio Giolo, 45 anni, nato a Pisa, per l’episodio accaduto alle 5,30 del 17 marzo 2013 sull’Aurelia, a Orbetello, al km 146, poco prima dello svincolo per la Parrina.
Secondo la difesa di Giolo, nella sentenza di secondo grado che confermò quanto deciso dai giudici di primo grado, furono disattese le conclusioni del consulente del pubblico ministero, che aveva ritenuto l'attraversamento del tutto «dissennato», concludendo anche per l'impossibilità di determinare il punto in cui il pedone fosse stato urtato dall’auto di Giolo. Diversa la ricostruzione che fecero gli inquirenti: quella mattina Giolo, a bordo della sua Fiat Palio, non si accorse che il pedone stesse attraversando la strada. Questo perché, secondo il tribunale, il conducente dell’auto non aveva adeguato la velocità al tratto di strada e alle scarse condizioni di visibilità presenti.
Prima dell’auto di Giolo era passata quella del titolare del night club dove l’imputato lavorava come cameriere. L’uomo però non si era accorto della presenza di Laurino a bordo strada. Poi era passato Giolo, che dopo averlo investito, si era allontanato senza prestargli soccorso. Una terza auto con 4 donne a bordo è passata per ultima: furono loro a segnalare la presenza del corpo di Laurino riverso in strada.
Il giudice di primo grado aveva stabilito che il pedone era stato urtato con la parte sinistra frontale dell’auto di Giolo nella parte posteriore della gamba destra. Da questo fu desunto che al momento dell’urto l’uomo non stesse attraversando la carreggiata, ma fosse stato colpito da dietro. Il tribunale aveva escluso il concorso di colpa della vittima, non essendo certa la prova che stesse attraversando o che l’elevato tasso alcolico riscontrato nella vittima avesse avuto alcuna influenza sullo svolgersi dell’accaduto. Se anche Laurino in quel momento avesse attraversato, in ogni caso, per i giudici di Cassazione, la circostanza non esclude la colpa del cameriere pisano, che avrebbe dovuto rallentare per via della scarsa visibilità e della pericolosità del tratto di strada.
La difesa di Giolo ha anche obiettato che l’uomo soffriva di disturbo di ansia e che quindi non fosse in grado di intendere “esattamente il significato delle proprie azioni e di conseguenza liberamente determinarsi in situazioni particolarmente stressanti”. Anche questo motivo di ricorso è stato respinto e la condanna di Giolo è stata confermata, condannandolo anche al pagamento delle spese legali e a quelle del giudizio di legittimità, stabilito in 3600 euro.
Libero Red Dolce
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