Sicurezza
Pastorelli attacca «Il sindaco ha leso la mia dignità»
magliano in toscana. Si sente diffamata, Mirella Pastorelli, da affermazioni del sindaco «non veritiere» e «lesive della dignità e privacy». Si difende: le sue assenze dal Comune erano «giustificate». E attacca: decisioni prese «a malincuore» per «l’impossibilità di avere una condivisione delle scelte politiche col sindaco Cinelli».
La vicesindaca ed ex assessora al bilancio di Magliano in Toscana è un fiume in piena. Il sindaco Diego Cinelli le ha tolto la delega con la motivazione che non si sarebbe presentata in Comune per dieci giorni, ultimo capitolo della burrascosa crisi tra il gruppo di Fratelli d’Italia, di cui fanno parte Pastorelli e due consigliere, e il resto della maggioranza, guidata dal sindaco della Lega.
«Un conto – dice Pastorelli – sono le giustificazioni politiche e amministrative, riportate nel decreto firmato dal sindaco, anche se non condivise dalla sottoscritta, ma pur sempre legittime... Tutt’altra cosa, e sottolineo gravissima, sono invece le altre motivazioni, per di più non veritiere, che il sindaco riporta nel decreto stesso, che sono di carattere personale e non politico, e in gran parte lesive della mia dignità e privacy».
Le assenze contestate, dice Pastorelli, sono due. La prima è stata dovuta alla quarantena per Covid alla quale Pastorelli è stata sottoposta. L’altra, dice Pastorelli, è stata «dovuta a improvviso e imprevedibile impedimento della sottoscritta, prontamente comunicato agli uffici comunali».
Riguardo ai “fatti politici” che Cinelli contesta, ovvero il fatto che Pastorelli ha prima stilato il bilancio comunale e poi ne ha chiesto la modifica con tre emendamenti, «preciso – dice Pastorelli – che votai quella delibera (la 80 del 23 settembre) per puro senso di responsabilità politica, al fine di mettere in sicurezza gli uffici dei dipendenti, anche se molti lavori oggetto della delibera erano già stati eseguiti, precisando che nella delibera stessa non erano indicati i relativi importi di spesa da stanziare. Resto dispiaciuta per la popolazione di Magliano, perché riguardo al bilancio comunale mi sono sempre prodigata per il bene della popolazione...».
Quindi la stoccata: «Se la sottoscritta è arrivata al punto di “sistemare” successivamente, con la presentazione degli attuali emendamenti, quello che aveva strutturato precedentemente come assessore al Bilancio, non è certamente “impazzita”, ma è ben cosciente di quello che ha fatto e di ciò che politicamente comporta l’assumere tale decisione. Purtroppo, il tutto è dettato dalla impossibilità di avere una condivisione delle scelte politiche con il sindaco Cinelli».
Quanto ai fondi Covid ale imprese, «vorrei chiarire una volta per tutte che la sottoscritta a malincuore aveva accettato di concedere solamente 41mila euro, come contributi alle imprese e ai commercianti del territorio. Ma dopo le accuse mosse e apparse sulla stampa da parte del sindaco, ho contestato quello che in precedenza avevo mal digerito. A questo punto e bene che i cittadini maglianesi sappiano veramente come sono andate le cose. Mi sono sacrificata per forte senso di responsabilità politica, ma poi il senso di giustizia mi ha spinto a emendare la variazione di bilancio, proponendo di sostituire i 41mila euro precedentemente stanziati a favore dei commercianti, con gli 80mila euro dell’attuale emendamento. Inoltre, l’impegno a sistemare il deposito di San Crescenzo al posto dell’illuminazione di San Bruzio, così da risolvere l’annoso problema dell’acqua in quella frazione, come far aprire i siti archeologici al posto della promozione turistica, visto che per quest’ultimo il Comune si è già dotato di un nuovo sito Web, ho ritenuto che fossero più urgenti e attuali. Sono una persona per bene, che è stata sempre presente nella vita amministrativa di Magliano, preparata e attenta ai bisogni di tutta la comunità. Avrò modo di dimostrare a mia tutela, anche nelle sedi giudiziarie se necessario, il mio corretto comportamento di amministratore». F.F.
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