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Troppi dipendenti E al Centro impiego in 6 restano a casa

Michele Nannini
Troppi dipendenti E al Centro impiego in 6 restano a casa

Personale rinforzato con i nuovi ingressi da concorso Ma l’ufficio è troppo piccolo: una situazione paradossale 

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Michele Nannini

FOLLONICA. Lavorare al centro per l’impiego e rimanere, seppur temporaneamente, essi stessi senza impiego.

È la paradossale situazione che stanno vivendo alcuni dipendenti del centro follonichese che da qualche tempo sono al centro di una questione sulla carta semplice ma che è invece diventata più complessa e per il momento di difficile risoluzione. I centri per l’impiego sono le strutture pubbliche, coordinate dalle Regioni, che si occupano di favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro; dopo la riorganizzazione derivante dalla soppressione delle province la gestione della rete regionale dei centri è affidata dal 2018 ad Arti, l’agenzia regionale toscana per l’impiego che ha assorbito il personale già in servizio nei vari uffici.

Nella città del golfo lo sportello, al momento chiuso al pubblico a causa della pandemia ma che lavora e opera regolarmente tramite contatti on line, si trova nel centro commerciale del quartiere 167 ovest. Nelle ultime settimane il centro follonichese ha beneficiato dell’ingresso di ulteriore personale assunto tramite concorso pubblico, un bando che ha permesso di affiancare i nuovi dipendenti a coloro i quali già si trovavano nella struttura. Il problema che si è verificato però è che gli attuali locali non hanno spazi sufficienti per consentire un regolare svolgimento dell’attività lavorativa con il continuo rischio di assembramenti.

Il Comune di Follonica è venuto in soccorso al centro per l’impiego mettendo a disposizione una sala adiacente che però per il momento risulta inagibile e che dovrebbe poter diventare utilizzabile nell’arco di qualche settimana. In questa finestra di tempo però alcune delle dipendenti del centro, almeno sei le persone coinvolte, sono di fatto impossibilitate a svolgere il loro impiego trovandosi in una situazione paradossale. Anche i sindacati della pubblica amministrazione stanno cercando di capire esattamente quale sia la situazione attuale dell’ufficio follonichese, se quindi ci sia il rischio di attivare per il personale la cassa integrazione, cercando di interfacciarsi fra dipendenti e agenzia per trovare una soluzione alla mancanza di spazi ma soprattutto al rischio dei lavoratori di trovarsi momentaneamente a casa. «C’è un aspetto che riguarda la dignità dei lavoratori – spiega Sergio Sacchetti, segretario UilFpl per l’area vasta Toscana sud est – sono comunque stati impegnati soldi pubblici per un bando ma bisogna considerare sia chi è entrato adesso con l’ultima selezione sia chi lavora nell’agenzia da anni, è fondamentale dare correttezza alle risorse erogate».

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