Il Tirreno

Grosseto

Maremma, la nursery delle tartarughe

Sara Landi
Maremma, la nursery delle tartarughe

Sette nidi, oltre 650 uova e più di 300 esemplari: numeri da record quest’estate sulle spiagge nostrane 

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Sara Landi

GROSSETO. Sette nidi, 665 uova deposte e 344 tartarughine nate. Sono questi i numeri da record dell’estate per quanto riguarda il fenomeno della nidificazione delle tartarughe marine Caretta caretta in Toscana.

I dati fanno parte del report annuale reso noto dall’Arpat e a confermarli è l’associazione grossetana TartAmare con sede a Marina di Grosseto che si occupa della messa in sicurezza, del monitoraggio attivo e della gestione dei nidi.

«La nostra competenza territoriale va da Marina di Pisa a Principina – dice la responsabile scientifica di TartAmare Luana Papetti – per cui abbiamo seguito da vicino ben sei dei sette nidi registrati quest’anno nella nostra regione. Un numero di per sé importante ma che potrebbe anche essere addirittura sottostimato nel senso che sette sono quelli ufficialmente censiti e sottoposti a monitoraggio attivo».

Per quanto riguarda i tre nidi in provincia di Grosseto, storia a lieto fine per i due siti nel comune di Castiglione della Pescaia.

Nella spiaggia di Roccamare le uova sono state deposte il 25 giugno e il 29 agosto sono nate le tartarughine per un totale di 52 piccoli nati su 71 uova deposte.

Esito molto simile per il nido della spiaggia della Green Beach dove le uova sono state deposte il 28 giugno e il 1° settembre è iniziata l’emersione delle 79 tartarughine su un totale di 112 uova. Per entrambi i nidi il successo riproduttivo si attesta così oltre il 70 per cento.

Diverso il caso del nido di Marina di Grosseto dove il nido, scavato da mamma tartaruga tra i lettini di uno stabilimento balneare a fine luglio, è stato traslocato subito dagli operatori di TartAmare per arretrarlo rispetto alla battigia ma, nonostante questo intervento protettivo, ha subito ben due mareggiate che hanno impedito alle 94 uova di schiudersi.

Purtroppo, come sottolinea Papetti, le mareggiate sono una tra le criticità che più rendono difficili le nidificazioni a certe latitudini come dalle nostre parti insieme all’erosione costiera e alla forte antropizzazione delle spiagge durante la stagione estiva.

«Malgrado queste criticità le tartarughe marine tendono a spostarsi sempre più a nord per deporre le loro uova come ci dimostrano i numeri record di quest’anno per la Toscana – dice Papetti – Gli studi sono in corso ma potrebbe trattarsi del loro modo di rispondere al cambiamento climatico per cui non è detto che il primato sia da interpretarsi come un buon segno».

Il report dell’Arpat registra anche tre tentativi di nidificazione (tutti nella zona tra Forte dei Marmi e Marina di Pisa) che non sono andati a buon fine perché la tartaruga è stata spaventata da rumori e luci e forse dal comportamento incauto di qualche persona sorpresa dall’incontro eccezionale.

Proprio per scongiurare situazioni di questo tipo TartAmare lavora molto anche sulla formazione dei volontari che vengono addestrati a riconoscere tracce dei nidi e che imparano come cosa si può fare e cosa no in presenza di nidi e di tartarughe.

Sono loro le prime sentinelle che permettono poi al personale specializzato e formato dell’associazione di intervenire prontamente per delimitare i nidi e predisporre tutte le precauzioni del caso, dalla segnaletica alla sorveglianza.

«In ogni comune della costa toscana che rientra nella nostra competenza – dice Papetti – organizziamo incontri con le amministrazioni, la Guardia Costiera e la cittadinanza per sensibilizzare su questi eventi sempre più frequenti».

A queste esperienze si è aggiunta quest’anno la formula dei Tarta Campus con cui da tutta Italia e anche dall’estero sono stati reclutati giovani, soprattutto studenti, disponibili a dedicare parte delle loro vacanze a un campo di volontariato speciale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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