Il Tirreno

Grosseto

la polemica sulle assunzioni 

Sindacati e Farmacie L’attacco e la risposta

Sindacati e Farmacie L’attacco e la risposta

Filcams, Fisascat e Uiltucs contestano il bando emesso La società partecipata: «Sono state rispettate le regole» 

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GROSSETO. Assunzioni in vista nelle farmacie comunali di Grosseto. E scatta la polemica. Da una parte le sigle sindacali. Dall’altra la Farmacie Riunite Spa che replica all’attacco.

LA NOTA DEL SINDACATO

«Abbiamo appreso in questi giorni – dichiarano Filcams, Fisascat e Uiltucs – dell’uscita del bando per selezionare nuovi addetti, pubblicato da Farmacie Comunali Riunite. Notizia che ci ha stupito, visto che in più occasioni l’azienda ci ha rimarcato che non c’era alcuna necessità di effettuare assunzioni a tempo indeterminato. Perché rispetto ai dati di bilancio non era possibile appesantire ulteriormente la voce di costo del personale. Dallo stupore alla soddisfazione di constatare che avevamo chiesto una cosa fattibile, il passo è stato breve. Tuttavia – dicono le sigle sindacali – non siamo soddisfatti fino in fondo. Perché il bando è rivolto solo a selezionare lavoratori sotto ai 36 anni che non abbiano mai avuto in precedenza un contratto a tempo indeterminato. Requisiti a nostro avviso scelti perché l’azienda possa godere degli sgravi fiscali previsti dalla normativa attuale, ma che tagliano fuori molti potenziali candidati. Che magari hanno qualche anno in più, e molti contratti a tempo determinato dietro le spalle. Ma il punto dirimente, non banale, sono le scelte effettuate dall’azienda partecipata del Comune di Grosseto (l’amministrazione è titolare del 50,61 per cento delle quote, nda), che proprio non si muove sul presupposto di un regolamento delle assunzioni rispondente ai tre requisiti d’imparzialità, economicità e pubblicità. Ma guarda solo a quello di economicità. Che produce implicite clausole di sbarramento, come in questo caso. Dal nostro punto di vista – spiegano ancora le sigle sindacali – dimostrando assenza di visione strategica per lo sviluppo della società partecipata, non rispettando i principi cardine stabiliti dal Comune in veste di socio di maggioranza. Riteniamo che vadano elaborate graduatorie che non escludano farmaciste e farmacisti con esperienza. Andrebbero assegnati punteggi professionali che escludano abilitazioni temporanee e che siano valutati titoli accademici o di carriera. Magari con la possibilità di attribuire un punteggio massimo, rispondendo al principio d’imparzialità. Per questi motivi – concludono Filcams, Fisascat e Uiltucs – chiediamo l’annullamento e la riformulazione del bando. Per dare a più persone la possibilità di accedere alla graduatoria. Non ci sembrano rispettare le norme europee sulla discriminazione».

LA REPLICA

Di seguito, la replica della Farmacie Riunite Spa alla nota delle sigle sindacali. Firmata dalla direttrice di Farmacie Riunite, Simona Laing, e dal presidente, Leonardo Lazzerini. «L’azienda si è attenuta alla circolare 56 del 12 aprile 2021 dell’Inps, collegata all’articolo 1, commi da 10 a 15, della legge 30 dicembre 2020. La società, anche se a capitale pubblico di maggioranza, non è compresa nella definizione di pubblica amministrazione e nell’elencazione di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 165/2001. (La cassazione civile, prima sezione, 11 giugno 2020, afferma che la definizione di pubblica amministrazione di cui all’articolo 1, comma 2, conduce alla “esclusione degli enti pubblici economici e quindi delle società per azioni a capitale pubblico”). Abbiamo garantito trasparenza in quanto il bando è stato reso pubblico attraverso il sito e tutti i canali online. L’ imparzialità è garantita dal fatto che può partecipare chiunque avente caratteristiche individuate in funzione di un criterio di economicità. C’è una parità di condizioni nel trattamento. Potevamo inserire altre caratteristiche vincolanti, come il voto di laurea. L’economicità è perseguita appunto attraverso l’adozione della circolare citata».

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