Sicurezza
Il caso dell’ex primario Sarnicola torna adesso in Corte d’appello
GROSSETO. Il caso dell’ex primario torna in Corte d’Appello. La vicenda riguarda Vincenzo Sarnicola, professionista notissimo a livello internazionale, già a capo del reparto di Oculistica dell’ospedale Misericordia di Grosseto fino al 2014.
È il 2010 quando l’azienda sanitaria gli contesta una violazione disciplinare per il fatto che lui – all’epoca medico ospedaliero – disponeva di una partecipazione societaria in una clinica di chirurgia oftalmica privata, nella quale lavorava come libero professionista nei tempi liberi dall’attività ospedaliera.
La sentenza disciplinare viene impugnata dall’avvocato Francesco Amerini quale difensore del professionista, il quale sostiene che l’attività professionale extra-orario ospedaliero del suo assistito era del tutto lecita, come previsto dalla normativa vigente.
Nel primo grado di giudizio il tribunale di Grosseto, con il giudice del lavoro, nel 2013 dà ragione a Sarnicola annullando la sanzione disciplinare. Allora l’azienda sanitaria fa ricorso in Corte d’Appello a Firenze.
Con sentenza del 25 maggio 2015 la Corte fiorentina, pur ritenendo fondata la sanzione, respinge l’appello presentato dall’azienda sanitaria ritenendo “intempestivo” il provvedimento disciplinare dell’Asl, in quanto adottato dopo la scadenza del termine di legge.
Il caso passa poi in Corte di Cassazione, la quale invece ritiene (è notizia attuale) che il provvedimento disciplinare dell’Asl sia stato adottato nei termini, ovvero dalla data in cui la consapevolezza della violazione che sarebbe stata posta in essere dal medico era stata adeguatamente “percepita” dall’organo dirigente dell’Asl che ne aveva competenza.
La Corte di Cassazione ha appena annullato la sentenza della Corte d’Appello e l’ha rinviata ad altra sezione della stessa Corte d’Appello, in diversa composizione, affinché riesamini nel merito l’impugnazione della sanzione disciplinare a suo tempo irrogata dall’azienda sanitaria sulla base dei princìpi affermati dalla Corte di Cassazione.
A questo punto la questione attuale – data la cessazione del rapporto professionale del professor Vincenzo Sarnicola con l’Asl già da sette anni – è praticamente relativa alle spese di giudizio nei vari gradi, ovvero nel tribunale di primo grado, in Corte d’Appello e in Corte di Cassazione. Spese che sono ancora da stabilire.
Torniamo dunque in Cassazione per una storia partita 11 anni fa ai tempi della contestazione disciplinare e rimasta in piedi fino a oggi. «Il tema – commenta Francesco Amerini, l’avvocato che assiste il professor Vincenzo Sarnicola – è quello del rapporto esclusivo del medico con l’azienda sanitaria. Il lavoro extramoenia era concordato e per questo motivo intrapreso in buona fede dal professionista – puntualizza il legale – in conformità a una serie di indicazioni definite in precedenza tra lui e l’azienda sanitaria. Resta da valutare il tema della buona fede, elemento su cui la Corte di Cassazione non ha preso posizione».
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