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Gli oliveti superintensivi, il vino doc e il latte di pecora
grosseto. Mille ettari, di cui 400 coltivabili. La società agricola “Nuova Casenevole” di Paganico sta concludendo un investimento di oltre duemilioni, di euro per impiantare 120 ettari di oliveti superintensivi. «Siamo a due terzi dei lavori di impianto – spiega l’amministratore delegato, Cesare Angelini – e abbiamo investito su macchinari 4.0, con l’obiettivo di produrre olio Evo Igp Toscano e Italiano. Sono molto deluso dei ritardi burocratici a cui siamo dovuti sottostare. I tempi della burocrazia ministeriale sono incompatibili con quelli dell’impresa. Noi abbiamo anticipato le spese sperando vada tutto bene». L’azienda agricola “Poggio Brigante” di Magliano in Toscana produce vini Docg e Igt e ha partecipato al bando sul Distretto del cibo. «Non abbiamo ancora iniziato i lavori – spiega il titolare Leonardo Rossi – Aspettiamo di avere qualche certezza in più. Ma contiamo di realizzare la sala degustazioni, i magazzini e gli uffici entro dicembre del 2022, per poi concludere i collaudi come previsto entro giugno dell’anno successivo. L’investimento totale è di poco superiore ai 200mila euro».
Il Caseificio di Seggiano ha invece preso parte al bando regionale del 2019 sui “progetti integrati di distretto”. «Eravamo partiti con un Pif, ma non ci era stato finanziato il progetto – spiega il titolare Gabriele Fabbri – Poi ci siamo orientati sul Pid. Il 95 per cento delle nostre lavorazioni è di latte di pecora e produciamo anche pecorino Dop; realizzeremo un impianto fotovoltaico che dovrebbe soddisfare il 40 per cento dei nostri consumi energetici e un nuovo depuratore dei reflui per riutilizzare l’acqua per il lavaggio di camion e piazzali, oltre a ristrutturare un edificio da destinare a stagionatura e confezionamento del prodotto, con un investimento di poco superiore al milione di euro e un contributo del 30 per cento; i lavori sono iniziati a gennaio di quest’anno».
La Cantina cooperativa “I vini di Maremma” fa parte invece del consorzio di imprese che gestiranno il Polo per l’innovazione dell’agroalimentare che avrà sede a Rispescia; in questa veste ha partecipato sia al bando regionale sui progetti integrati di distretto che a quello ministeriale del 2017. «Il nostro obiettivo – spiega la direttrice, Donata Vieri – è quello di contribuire insieme alle altre 16 aziende consorziate a strutturare un centro di servizi avanzati all’agricoltura e all’agroalimentare che diventi punto di riferimento in Toscana per l’innovazione tecnologica e il suo trasferimento alle aziende. I bandi sono stati su questo fronte di vista molto utili per reperire le risorse necessarie».M.F.
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