Giornata mondiale della prematurità Focus in ospedale
Un problema cresciuto con l’arrivo del Covid Ma ci sono terapie e pratiche per superarlo
LA RICORRENZA
Ogni anno, il 17 novembre il mondo si illumina di viola. È il giorno in cui si rinnova l’appuntamento con la giornata mondiale della prematurità
In Italia nascono ogni anno oltre 30mila prematuri (il 7 per cento del totale), cioè bambini che vengono al mondo prima della 37esima settimana di età gestazionale.
Un dato che non sembra essersi modificato significativamente, a eccezione delle donne in gravidanza che hanno contratto il Sars-Cov-2, in cui la prematurità ha avuto un’impennata del 19,7 per cento di nascite pretermine, come è emerso dal Registro nazionale Covid-19 istituito dalla Società Italiana di neonatologia.
I piccoli prematuri sono bambini fragili, bisognosi di cure, ma allo stesso tempo sono dei grandi guerrieri. Tra le varie iniziative aziendali, l’unità operativa complessa di pediatria e neonatologia dell’ospedale Misericordia, diretta dalla dottoressa Susanna Falorni, organizza un open day informativo, oggi dalle 8 alle 15, all’ambulatorio pediatrico (padiglione “B” - palazzina Roscini), rivolto a tutti i genitori dei bambini prematuri, con personale esperto del reparto a disposizione per un focus di approfondimento sull’allattamento e sul rinforzo educativo nella gestione del bambino prematuro. Nell’anno in corso, i bambini nati prematuri sono stati il 5 per cento del totale delle nascite e sono stati presi in carico e assistiti dai servizi dedicati, attivi nel reparto.
«Per un pieno sviluppo del neonato sono determinanti alcune pratiche che rappresentano momenti di arricchimento per i piccoli e per la madre. Tra queste rivestono fondamentale importanza l’allattamento al seno e il contatto pelle a pelle – spiega Falorni –. La mamma, ma anche i genitori insieme, devono poter essere sempre vicini a questi bambini, come vera e propria parte integrante della terapia. Coinvolgendoli subito nella gestione del prematuro si contribuisce a sviluppare maggiormente le capacità emotive, fondamentali per la crescita neuro-cognitiva del neonato».
La Società Italiana di neonatologia e le associazioni vicine ai reparti di neonatologia hanno inviato la richiesta congiunta ai Comuni d’Italia affinché illuminino monumenti e piazze di viola – il colore simbolo della giornata – con l’obiettivo di portare a conoscenza, sensibilizzare e informare sulla prevenzione del parto pretermine, sulla nascita prematura e sul percorso di crescita dei bambini che alla nascita sono ricoverati in un reparto di cure intensive.
«Le cure amiche, il contatto pelle a pelle e la promozione dell’allattamento materno sono di attualità anche nell’ambito della prematurità quali fattori di salute neonatale sempre più affermati – dice il dottor Flavio Civitelli, direttore del dipartimento materno infantile della Asl Toscana Sud est -. Le buone pratiche e la costante formazione sul campo del personale medico, infermieristico e ostetrico garantiscono il meglio possibile in termini di percorsi assistenziali». Il 20 novembre, inoltre, è in programma l’annuale convegno aziendale sulla prematurità rivolto agli operatori. Si svolgerà all’ospedale di Campostaggia, a Poggibonsi.
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