Attenzione
Dal 1º dicembre al via la terza dose per i 40 e 50enni
Briganti: «Buoni numeri: siamo al 52,8% sugli over 80» L’Asl valuta se ampliare gli hub vaccinali in Maremma
GROSSETO. Dal 1° dicembre al via la terza dose anti Covid alla fascia d’età tra 40 e 59 anni, dopo almeno 6 mesi dal completamento del ciclo primario. Questo ulteriore capitolo sulla profilassi segue un’indicazione ministeriale in considerazione dell’aumentata circolazione del virus SarsCoV2 che ha portato a un incremento d’incidenza di nuove infezioni. Anche in Maremma contagi e ricoveri hanno subìto un incremento. Sono state individuate varie fasce.
«Prima abbiamo iniziato – spiega il dottor Giorgio Briganti, direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asl Toscana sud est – con persone immunocompromesse». È stata poi la volta degli over 80 e degli ospiti e personale delle Rsa. Al momento è in corso la terza dose per gli over 60 e «dal 1° dicembre sarà aperta la terza dose alla fascia 40-59 anni», che coprirà una fetta molto ampia di popolazione maremmana. La fase attualmente in essere (over 60) «sta andando piuttosto bene – dice Briganti – La nostra azienda (Asl Toscana sud est) è la prima in Toscana come percentuale sulla terza dose: siamo al 52,8% sugli over 80 e al 57,7% sugli over 90». I dati accorpano anche le province di Arezzo e Siena ma complessivamente quella è la media.
Nuovi hub
E proprio alla luce dell’attivazione della terza dose per la fascia d’età 40-59 anni, in Toscana l’Asl sta valutando se trovare nuovi hub (nuove sedi) per potenziare la propria offerta sulla campagna vaccinale. L’Asl Toscana sud est (Grosseto, Siena, Arezzo) sta facendo una ricognizione sui territori per capire se “aprire” alcune sedi. In provincia di Grosseto attualmente ci si vaccina in due posti: alla Spergolaia di Alberese e all’ex Fonderia di Follonica. Tutto questo dal 1° novembre; perché prima di quella data gli hub vaccinali erano di più, attivi anche nella caserma Savoia a Grosseto, nel palazzetto di Manciano, al ristorante Attimi ad Albinia, alla discoteca Kronos a Castel del Piano, e nell’ex convento delle Clarisse a Massa Marittima. La campagna vaccinale stava procedendo bene. Per quello «le mutate esigenze della campagna anti Covid e l’elevata copertura della popolazione fin qui raggiunta – spiegava l’Asl – hanno portato a una revisione dell’offerta sul territorio». Adesso però subentra la terza dose. Ed è un dato di fatto che il Covid renda necessario fare revisioni in base all’andamento dei contagi, della copertura vaccinale e della profilassi per capire se modificare il tiro e potenziare il tutto. «Abbiamo una cabina di regia sui vaccini che tutti i giorni si riunisce a metà giornata e di cui faccio parte anche io, nella quale monitoriamo attentamente la situazione; dice Briganti. Nel caso specifico, «abbiamo lo scadenzario della popolazione, in base al quale valutiamo quando ci sarà bisogno della terza dose (che va fatta almeno 6 mesi dopo la somministrazione della seconda, ndr) e quantifichiamo l’offerta». Siamo ancora in una fase valutativa. L’Asl sta facendo i suoi calcoli per calibrare i servizi sulla base dei bisogni: un punto delicato per centrare appieno la campagna vaccinale, secondo la giusta marcia. Al momento, l’Asl spiega che sui numeri non pare esserci un’esigenza di offerta superiore sugli hub, ma come detto sta “mappando” il tutto (proprio alla luce dell’introduzione della fascia 40-59 anni) per cercare soluzioni aggiuntive. Intanto «un ruolo fondamentale – dice Briganti – viene svolto dai medici di medicina generale e dalle farmacie, che procedono alla somministrazione della terza dose ai pazienti: un aiuto capillare e davvero molto importante» per questa importantissima campagna vaccinale, che ha bisogno di procedere a passi spediti.
Elisabetta Giorgi
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