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cronaca

Addio Black Sun, parte lo smantellamento della mitica discoteca di Punta Ala

La "piramide nera", uno dei locali simbolo della vita notturna, era già chiusa da quasi una decina d'anni, ormai fatiscente e abbandonata a se stessa


16 novembre 2021 Enrico Giovannelli


PUNTA ALA. Dopo gli annunci dello scorso agosto, nei giorni scorsi sono iniziati i lavori di smantellamento del Black Sun, la storica discoteca con la forma della "piramide" a specchi a Punta Ala. Per gli amanti della vita notturna il locale, affacciato sul golfo della frazione castiglionese a pochi metri dalla spiaggia, ha rappresentato specialmente negli anni Ottanta e Novanta un vero punto di riferimento: andare a ballare al Black Sun nel fine settimana era un must, e lo è stato per generazioni di ragazzi, che arrivavano a frotte non solo da Follonica o Grosseto, ma da tutta la Toscana e oltre. La discoteca su via della Dogana, il lungomare di Punta Ala, era però già chiusa da quasi una decina d'anni, ormai fatiscente, abbandonata al suo destino, chiusa e circondata da una recinzione. Proprio in estate qualcuno aveva provato a sollevare il caso Black Sun: un nascente comitato, con i rappresentati firmatari Maddalena Cei e Matilde Sophia Poli, avevano cercato di smuovere le acque per salvare la discoteca attraverso una petizione, che in pochi giorni aveva avuto qualche centinaio di adesioni. Tante parole, dove si sottolineava che la discoteca sarebbe diventata parte integrante di un albergo, come in effetti poi sarà. Il comitato faceva presente «che Punta Ala ormai è diventata un posto dove i ragazzi potevano divertirsi solo scorrazzando con i motorini girando fino al mattino, magari infastidendo il riposo di chi ci viene in vacanza. Mentre un luogo come la discoteca farebbe ballare e tenere occupati gli adolescenti ma anche gli adulti, e terrebbe lontano il rumore dai luoghi residenziali. Senza dimenticare che un'attività del genere poteva rilanciare Punta Ala anche da un punto di vista economico».

Lo stesso Danilo Ceccarelli, l'ultimo gestore della discoteca, titolare di Cala Felice, era rimasto in attesa delle decisioni definitive, non nascondendo che poteva essere interessato a un'operazione. La proprietà però ha dato atto al suo progetto, avviato circa cinque anni fa (la struttura è chiusa da otto anni), che prevede la realizzazione di cinque suite collegate direttamente all'albergo Cala del Porto. In più come prevederà la variante, la piramide e i quattro pali di sostegno non saranno proprio smantellati, ma anzi rimarranno parte integrante della struttura a "memoria" di quella che era la discoteca, appunto un luogo simbolo per la sua struttura particolare. Prima del Black Sun lì c'era la Voce del Mare, altra discoteca storica poi distrutta negli anni Settanta da un incendio. E nel decennio successivo nacque quella che per tutti era la "piramide nera", dove si sono cimentati anche decine di celebri dj.

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