Sicurezza
VANNO evitaTe ambiguità nella gestione del partito
Sul caso del tesseramento c’è un ricorso ai garanti regionali e questi stabiliranno quali sono i confini del lecito o se si è passati nell’illecito e nel caso chi ha sbagliato ne pagherà le conseguenze. I panni sporchi ormai sono finiti in piazza ma minimizzare è ancora peggio; non è una questione di correnti o addirittura terze colonne renziane ma di mettere in atto una volta per tutte un’etica sul tesseramento che il Nazionale ha voluto con forza con un regolamento preciso, votato all’umanità dall’Assemblea nazionale nel gennaio 2020, proprio per mettere fine una volta per tutte a comportamenti biasimabili e parlando di etica ricordo a tutti che il codice etico del Partito democratico porta la firma dell’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
In quattro anni da segretario dell’Unione comunale ho cercato sempre di valorizzare i circoli ed i loro segretari, un lavoro di ramificazione nella città e delle frazioni, conoscenza delle necessità e risoluzione delle problematiche, lavoro che, se ben sviluppato, proprio nel tesseramento trova riscontro e forza propulsiva. Comunità è una parola che a qualcuno non piace, soprattutto a chi prende la politica come lo strumento per un percorso personale ma è la comunità degli iscritti e dei simpatizzanti il motore del nostro partito. Una comunità che per carburante ha il consenso dei cittadini e come rotta i programmi e le idee; i dirigenti sanno benissimo di essere solamente degli addetti alla navigazione, con la responsabilità e le auspicate capacità di evitare gli scogli.
Quando mi sono candidato a sindaco di Grosseto avevo in mente due risultati: il primo ovviamente vincere il Comune, il secondo, non meno importante e filo conduttore dei miei anni da segretario, far rialzare la testa ad un partito che dopo il 2016, in città, aveva bisogno di ritrovare autorevolezza e rispetto. Queste amministrative le abbiamo perse ma se guardo a quello che abbiamo realizzato, come la costituzione della coalizione “Partecipa!”, un programma con proposte quali rifiuti zero e la partecipazione amministrativa, una lista con una forte espressione di civicità (oggi tramutata in iscritti), una squadra di consiglieri competente e propositiva ed il ruolo da protagonisti dei Giovani democratici, ecco se guardo a tutto questo, sono orgoglioso di quanto tutti insieme siamo riusciti a fare.
Questo è il vero ed unico veicolo che abbiamo in termini politici per garantire le persone che credono nel Partito democratico, come forza alternativa di governo e dell’amministrazione cittadina; così come il percorso individuato verso la presidenza della Provincia, con un candidato, Francesco Limatola sindaco di Roccastrada, con esperienza e capace di garantire gli interessi di tutti i cittadini della provincia attraverso il programma della sua “Casa dei comuni” .
Saranno quindi i garanti come soggetto terzo a decidere su questa brutta vicenda che ci deve far riflettere su come dev’essere gestito il partito nei prossimi anni, così come ho cercato di fare io attraversando congressi nazionali e regionali evitando sempre qualsiasi tipo di ambiguità nella gestione politica e nell’organizzazione del partito.
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