Il Tirreno

Grosseto

Farmaci da ritirare all’ospedale «Puntiamo sulla rete territoriale»

Andrea Ulmi consigliere regionale Lega vicepresidente Commissione sanità
Farmaci da ritirare all’ospedale «Puntiamo sulla rete territoriale»

Ulmi confronta la distribuzione diretta e “per conto” dei medicinali elencando quali sarebbero i benefici se il sistema fosse rivisto  

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l’intervento

La segnalazione di Federfarma sulla distribuzione per conto e diretta dei farmaci attraverso le farmacie ospedaliere spinge a una riflessione. In province vaste ma scarsamente abitate come Grosseto, l’eccessivo ricorso alla distribuzione dei medicinali passando per la farmacia ospedaliera crea problemi, quando si potrebbe meglio sfruttare la rete di farmacie territoriali, che continuano a rappresentare avamposti per la tutela della salute.

Se la distribuzione diretta avviene solo tramite la farmacia dell’ospedale, costringe il cittadino a recarsi nel presidio più vicino, quella per conto fa invece entrare in gioco la rete farmaceutica, essendo la singola farmacia del territorio a richiedere il farmaco in ospedale. In Toscana il costo del cosiddetto cut off, cioè quello sotto il quale il farmaco esce dalla rete di distribuzione ospedaliera e va in quella territoriale, è molto più basso della media nazionale. Che un farmaco particolare e molto costoso venga gestito direttamente dal presidio è comprensibile, ma oggi la distribuzione per conto è scesa a un prezzo medio di 13 euro nella nostra Regione contro quello nazionale di 26, con tutte le problematiche del caso. A esempio, gli orari della farmacia ospedaliera: pensiamo a un paziente che viene dimesso dall’ospedale, o termina una visita specialistica il sabato o a tarda ora, con la prescrizione di un medicinale salvavita, e trova la farmacia ospedaliera chiusa. Recandosi in quella territoriale, che deve comunque rivolgersi a quella dell’ospedale, non lo riceverà prima del lunedì o del giorno successivo. Se i farmaci fossero nella disponibilità della rete farmaceutica, il paziente potrebbe immediatamente ricevere la medicina senza viaggi tra l’ordinazione ed il ritiro né disagi che crescono, per chi vive lontano, se deve recarsi in ospedale. A giustificare questa scelta è il minor costo del farmaco, soprattutto per l’assenza del ticket, se distribuito attraverso gli ospedali. Chiedo dunque all’assessore Bezzini se la segnalazione di Federfarma sia stata verificata e quale sia stato l’esito e le eventuali azioni da parte della Regione; quando è previsto il rinnovo dell’Accordo di collaborazione tra Regione, Unione regionale toscana Farmacisti titolari e la Confederazione italiana servizi pubblici enti locali Toscana per la distribuzione diretta dei medicinali; se la Regione pensa di rivedere il sistema di distribuzione diretta, aumentando la fascia di prezzo per cui certi medicinali possono rientrare della distribuzione per conto; quali sono i costi derivanti dalla distribuzione diretta e quali dalla distribuzione in farmacia, e a quanto ammonta il mancato gettito per le Asl in riferimento alla non applicazione del ticket sui farmaci in distribuzione diretta.

Andrea Ulmi

consigliere regionale Lega

vicepresidente

Commissione sanità

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