Il Tirreno

Grosseto

la questione  

Di fronte alla commissione di garanzia per 234 firme «fatte insieme» Tutti i nomi dei diciassette promotori

M. F.

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GROSSETO. Sono 17 i firmatari del ricorso alla commissione nazionale di garanzia. Fra loro non ci sono segretari dei sei circoli grossetani. Si tratta di Filippo Presenti, Giusy Rizzo, Graziella Vatti, Mirjam Giorgieri, Alice Menchetti, Enrico Tellini, Luca Aldi, Margherita Ambrogetti Damiani, Tiziana Tocco, Flavio Fusi, Giampaola Pachetti, Edoardo Pastorelli, Lauretta Bianchi, Gisella Ginanneschi, Giuseppe Valenti, Giancarlo Tesei e Corrado Franci.

Ecco i passaggi salienti del ricorso, che chiede «l’annullamento previa sospensione dell’efficacia dell’atto della commissione provinciale di garanzia con cui si attesta l’iscrizione di 234 tessere di adesione al Pd». «Alla scadenza del tesseramento, Ciro Cirillo, consigliere comunale di Grosseto, consegnava 234 tessere al tesoriere provinciale Daniele Capperucci. Queste adesioni risultano diffuse su tutto il territorio e a oggi non si è a conoscenza delle modalità con le quali un consigliere comunale, carica istituzionale e non politica, sia entrato in possesso di moduli di iscrizione che dovrebbero essere consegnati esclusivamente ai vari segretari. Le tessere, preme segnalarlo, sono indicate come pagate ma non è chiaro come questo pagamento sia avvenuto e se sono state quindi pagate dai singoli iscritti o da qualcun altro in quanto, nel momento del deposito dei cedolini di iscrizione da parte del consigliere, è stato Cirillo a consegnare la somma complessiva delle 234 tessere».

Le tessere, viene scritto ancora nel ricorso, «sono state firmate tutte insieme e non al momento della sottoscrizione individuale dal segretari di circolo di riferimento, ma quelle di Grosseto dal segretario dell’Unione comunale di Grosseto e le altre dal tesoriere provinciale». Quindi: «la commissione congressuale del coordinamento territoriale del Pd ha analizzato il caso in modo da ritenersi approssimativo e superficiale, non avendo approfondito le gravi violazioni, oltre alle implicazioni giuridiche connesse a quanto accaduto. Approvando a maggioranza di sei voti favorevoli e due voti contrari l’inserimento nell’anagrafe dei tesseramenti le iscrizioni oggetto del presente ricorso». Infine, secondo i ricorrenti: «il fumus bonis iuris è assorbito dalla narrazione di fatto e diritto effettuata nel testo dell’odierno ricorso, mentre il periculum in mora è dato dal fatto che una eventuale iscrizione, anche alla luce dell’imminente fase congressuale, potrebbe rendere illegittima la successive fasi».

M. F.

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