Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Portò via una borsa dal cestino della bici Condannato a 1 anno

P.S.

2 MINUTI DI LETTURA





grosseto. Furto con destrezza e non con strappo. Ma comunque furto. Riqualificata l’imputazione, il giudice Andrea Stramenga ha condannato a un anno e 600 euro (senza benefici, a causa dei precedenti) Alberto Seminara, 46 anni, abitante in città.

Era imputato per aver preso una borsa dal cestino di una bicicletta condotta da una donna in via Giacosa, il 3 novembre 2012. Nella borsa c’erano i documenti, 40 euro in contanti e un telefono cellulare Iphone. Secondo l’imputazione, Seminara si sarebbe avvicinato con la propria bicicletta a quella della donna per allontanarsi rapidamente a furto compiuto.

Era stato lo stesso Seminara, interrogato dai carabinieri, a confessare di essere stato l’autore del furto, confermando tra l’altro la dinamica poi ripetuta in aula della persona offesa. Su di lui, del resto, si erano concentrate subito le attenzioni dei militari e un appuntato, che aveva intuito le sue responsabilità, lo aveva contattato, riuscendo anche a far recuperare una parte della refurtiva, e cioè la borsa e l’Iphone, poi restituiti alla donna.

Secondo il giudice, che ha adesso depositato le motivazioni, «alla luce delle precisazioni fornite durante la propria deposizione testimoniale dalla persona offesa in ordine alle modalità in cui è avvenuta la sottrazione, il fatto deve peraltro essere più correttamente inquadrato come furto con destrezza, piuttosto che come furto con strappo, in quanto la borsa contenente il denaro e gli oggetti personali della donna non è stata “strappata” di mano o di dosso a quest’ultima, ma semmai sottratta dal Seminara, con gesto repentino e quindi, appunto, con destrezza, dal cestino della bici dalla stessa donna in quel momento condotta». Non è stata insomma ravvisata dal giudice l’ipotesi aggravante più grave.

Il giudice ha comunque riconosciuto a Seminara le circostanze attenuanti generiche, «tenuto conto della “collaborazione” successivamente prestata per far ritrovare la refurtiva ed al fine di adeguare l’entità della pena alla concreta gravità del fatto illecito commesso».

Il viceprocuratore onorario Alessandro Bonasera aveva chiesto per l’ipotesi iniziale due anni, otto mesi e mille euro di multa. L’imputato era assistito dall’avvocata Sabrina Pollini, che aveva sollecitato il minimo della pena, oltre che la riqualificazione in furto semplice poi riconosciuta.P.S.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web