Il dolore
Emergenza sicurezza «Ecco i nostri Bronx»
I gruppi di vicinato illustrano al neoassessore le criticità Palazzo Cosimini, movida molesta e furti seriali di marmitte
Maurizio Caldarelli
GROSSETO. Le attuali criticità del territorio comunale, dalla movida malata allo spaccio di droga, dai bivacchi molesti all’ultima moda dei furti di marmitte, sono stati illustrati al neoassessore alla sicurezza Riccardo Megale dai coordinatori dei gruppi e dei nuclei del vicinato di Grosseto.
All’incontro, organizzato ieri all’Hotel Granduca dal coordinatore Sergio Rubegni e dalla sua vice, Barbara Bonari, ha partecipato anche il presidente del consiglio comunale Fausto Turbanti, ex assessore alla sicurezza e tra i fautori della nascita del controllo di vicinato. «Il nostro progetto – ha detto Turbanti – è diventato un esempio a livello nazionale. Questi volontari sono diventati gli occhi dell’amministrazione sul territorio».
«Il progetto dei “mille occhi sulla città” – ha esordito Megale – piace molto anche al prefetto. Il nostro territorio è molto vasto e diventa difficile da vigilare. Per alcuni problemi come via Roma, via Matteotti, via Bonghi e piazza San Francesco, che vanno oltre la movida esagerata, dovremo fare di più, non basta pattugliare. Approfittando di un bando sulle videosorveglianze dovremo implementare il controllo. In certi casi, come Istia o Montepescali basteranno due telecamere in altri casi servirà qualcos’altro, come sulla strada di Barbaruta, dove si chiedono telecamere e autovelox».
A giugno una sorveglianza diversa ha permesso di far sparire una “mala movida” al mare, ma occorre continuare a lavorare per il centro storico, per garantire sicurezza a chi ha la casa, a chi lo sceglie per la pensione e chi vuole aprirvi locali.
La situazione più esplosiva degli ultimi tempi sembra essere a Palazzo Cosimini e via Rattazzi. «La situazione sta degenerando rapidamente – ha sottolineato Vincenzo Lanza – noi gli occhi ce li mettiamo ma serve fare di più. In un esposto di tre pagine, allargando i problemi a via Matteotti, via De Pretis e via Bonghi, abbiamo richiesto ordinanze. Vogliamo che si installino cartelli per proibire la sosta e il vagabondaggio. In largo Rattazzi arriva ragazzi anche da Montalto di Castro e da Follonica con l’obiettivo di sballarsi con i peggio alcolici rimediati nelle rivendite etniche, poi le bottiglie finiscono in frantumi».
L’avvocato Rovelli definisce «purgatorio» Palazzo Cosimini, Roberto Giogli ribattezza «via Roma il tappeto sporco della città, il piccolo Bronx, con una fiumana di gente che dal venerdì alla domenica infastidisce la tranquillità fino all’una, le due di notte, grazie a quattro negozi aperti. Per non parlare dello spaccio di droga quotidiano, sotto gli occhi di tutti. Sembra che un nuovo negozio etnico aprirà a breve in via Mazzini. La situazione è seria, serve un’attenzione particolare». Luca Lombardi del nucleo Quattro Poderi-via Aurelia Nord pone l’attenzione sulla moda di «smontare marmitte di auto per ricavarne anche mille euro, per poi abbandonarle nei campi. Per non parlare delle feste con fuori d’artificio nei campi di grano davanti al Ciabatti e montagne di rifiuti». Il buio che caratterizza via Zircone, secondo Stefano Vannucci «è alla base del degrado della zona e favorisce l’abbandono di rifiuti ingombranti, mobili, copertoni di auto, calcinacci. Nel tardo pomeriggio si danno appuntamento 50-60 che scorrazzano a velocità folli. E non è bastato che un 15enne si sia visto asportare la milza per delle evoluzioni proibite».
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