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Piscina, colpo di scena nell’aggiudicazione Il Consiglio di Stato dà ragione alla Virtus

Maurizio Caldarelli
Piscina, colpo di scena nell’aggiudicazione Il Consiglio di Stato dà ragione alla Virtus

La società di Buonconvento vince il ricorso e scalza l’Olimpic Nuoto che appena a maggio firmò il contratto per 23 anni

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Maurizio Caldarelli

GROSSETO. Una sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata lunedì scorso, rimette in discussione la gestione della piscina comunale Finetti di via Lago di Varano, affidata all’Olimpic Nuoto di Napoli, vincitrice della procedura aperta indetta dal Comune di Grosseto nel giugno 2019.

Contro l’aggiudicazione si era espressa la Virtus Buonconvento, seconda classificata, difesa dall’avvocata Federica Scafarelli, che lamentava l’illegittimità per aver «Olimpic Nuoto dichiarato di appaltare interamente a terzi, mediante procedura a evidenza pubblica, le attività di progettazione, direzione lavori, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, nonché tutte le lavorazioni da eseguire».

Il Comune di Grosseto aderiva all’istanza sostenendo la correttezza del proprio operato. Il Tar del Lazio ha dato ragione al Comune di Grosseto, ma la sentenza è stata impugnata dall’Anac e dalla Virtus Buonconvento.

Il 23 settembre la camera di consiglio ha accolto l’istanza dell’Autorità anticorruzione.

«È stata una sorpresa – dice il presidente della Virtus Buonconvento, Gianluca Valeri – non ci speravamo più: la pronuncia del Tar era stata una bella mazzata, perché pensavamo, come poi è successo, di avere delle argomentazioni più che valide. Per questo sono state accolte a 360 gradi le motivazioni dell’Anac, che ha impugnato la sentenza del Tar».

Alla base del ricorso dell’Anac c’è il problema delle lavorazioni per le quali erano obbligatorie le certificazioni, le Soa; la progettazione, da codice degli appalti, doveva essere fatta da ditte specializzate.

«Noi e l’altra azienda partecipata – precisa Valeri – avevamo formato un’Ati, associazione temporanea d’impresa, con la società sportiva al centro e le due ditte, una di progettazione e l’altra dei lavori, affiancate nell’appalto. L’Olimpic Nuoto si è presentata da sola, come società sportiva, con l’intento di affidare a terzi tutte le lavorazioni. L’affido a terzi non è previsto dal codice degli appalti. I nostri legali ci avevano suggerito di fare l’Ati anche se ha una procedura più complessa: prevede tre modulistiche diverse per le società, ha fidejussione più pesante perché deve essere intestata a tutte le aziende».

La piscina di via Lago di Varano, che da settembre ha ripreso a funzionare, nel febbraio 2020 fu affidata temporaneamente all’Olimpic Nuoto per 16 mesi. Il 20 maggio scorso la società Olimpic ha firmato il contratto di concessione per 23 anni, per un importo di 8.961.784,63 euro, dei quali 246.568,31 per lavori di riqualificazione energetica.

La palla, dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato, passa in mano al Comune, che deve prima verificare la situazione.

«Abbiamo preso atto della sentenza del Consiglio di Stato – dice il vicesindaco e assessore allo sport Fabrizio Rossi – Nel primo grado il Tar ci ha dato ragione, ma adesso la sentenza è stata ribaltata. Noi abbiamo un regolare contratto firmato. Ora dobbiamo studiare come muoversi dopo questa sentenza. Posso solo aggiungere che seguiremo quello che è necessario fare per quanto riguarda un aspetto cavilloso dell’impianto del bando».

A meno che il Comune non butti all’aria la gara d’appalto, a questo punto cambia la graduatoria che porta al primo posto la Virtus Buonconvento. «Chiederemo un incontro con l’amministrazione per dare la nostra disponibilità. Siamo disponibili e ben disposti – sottolinea il presidente della società senese Gianluca Valeri – Noi gestiamo la piscina di via de’ Barberi, qualcuno ci dice con soddisfazione, abbiamo gestito quella di via Lago di Varano nel 2018-19. Fu una gestione che andò bene, senza particolari problemi, tanto che c’interessammo della piscina provinciale. Azzurra Donnoli era la responsabile di via Lago di Variano e ora è alla Cittadella dello studente. Oggettivamente non vedrei ostacoli ma sono scelte che deve fare l’amministrazione comunale. Ci sono delle tempistiche. Le gare d’appalto per le piscine non sono più appetibili: quando partecipiamo in tanti siamo tre ditte. Non sono più bocconi da ghiotti. La Virtus Buonconvento è già in città, ha fornitori e collaboratori del luogo che lavorano per noi. I rapporti con il Comune sono buoni. E poi avevamo lavorato duro nella gara d’appalto. E ci piacerebbe vedere premiati i nostri sforzi».

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