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E78, Anas prende l’impegno «Forte accelerazione sui lavori»

E78, Anas prende l’impegno «Forte accelerazione sui lavori»

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grosseto. «L’impegno di Anas nel completamento dell’itinerario è quotidiano e costante. Tutti i lotti sono in progettazione e alcuni di prossima realizzazione. La designazione del commissario straordinario Massimo Simonini, attento nell’individuazione di criticità e nella definizione delle opportune soluzioni, contribuirà a una forte accelerazione e snellimento delle procedure autorizzative per il completamento della Due Mari». Così Marco Colazza, responsabile progetto e direttore esecuzione contratto Area centro di Anas Spa, intervenuto ieri ad Arezzo all’incontro di Confindustria Toscana sud sulla E78 Grosseto-Fano, dal titolo “Due mari: siamo a una svolta?”.

La svolta forse c’è, almeno a giudicare dall’impegno di Anas ma, soprattutto, dall’inserimento dei lavori nell’elenco nazionale delle 14 opere strategiche del Pnrr.

Ad oggi, solo il 50 per cento del tratto, che dal Mediterraneo (Grosseto) porta all’Adriatico (Fano), è in esercizio.

Nel territorio che ricade in provincia di Grosseto mancano ancora due pezzi. Uno è quello tra lo svincolo di Civitella Marittima e Lampugnano, quarto lotto tra lo svincolo di Civitella Marittima e Lampugnano, che corrisponde al quarto lotto. Sono solo 2,8 chilometri ma vi si dovranno costruire otto viadotti (cinque da realizzare e tre esistenti da ammodernare) e due gallerie (una da scavare e una da adeguare). In tutto, 106 milioni di euro. L’altro è il tratto della vecchia galleria di Casal di Pari, chiusa da agosto 2015 perché cadevano pezzi di cemento dalla volta. In questo caso sono in corso le operazioni di aggiudicazione della gara d’appalto da 35,1 milioni di euro (di cui 28, 3 per lavori). Questo per il tratto grossetano.

Nel Senese manca il lotto 9, che sono 11,8 chilometri tra Ornate e lo svincolo di Orgia. Il bando di gara dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno.

«La E78 – ha detto ieri Fabrizio Bernini, presidente di Confindustria Toscana sud – viene considerata un ponte di terra infrastrutturale fra est e ovest. Pianificata sul finire degli anni Cinquanta del secolo scorso, è rimasta incompiuta. Ricordando come circa il 65 per cento della lunghezza totale del collegamento si trovi in Toscana, vogliamo ancora una volta evidenziare la rilevanza di questa infrastruttura che attraversa l’Italia centrale, valorizza il ruolo delle aree interne ed è stata inserita nella rete strategica transeuropea di trasporto Ten-T per collegare la penisola iberica col versante balcanico». «Le infrastrutture sono sicuramente un volano di crescita – ha detto Nicola Sciclone, direttore Irpet, Istituto regionale programmazione economica toscana –. In Toscana vi sono territori, in particolare nelle province di Arezzo, Grosseto e Siena, in cui l’accessibilità è significativamente inferiore sia alla media europea sia a quella italiana. La Due Mari rappresenta un investimento che in parte contribuisce a colmare i collegamenti con questi territori. L’impatto economico delle risorse che devono ancora essere impiegate per la tratta toscana è quantificabile nella nostra regione in una crescita complessiva di Pil e unità di lavoro pari, rispettivamente, a 722 milioni e 13.900 unità. In media annua, considerando cinque anni come orizzonte temporale in cui si esaurisce l’effetto cantiere, è un incremento annuo del Pil regionale di 0,13 per cento e di unità di lavoro dello 0,2 per cento».

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