Italia
Divise le farmaciste del “caso Gorarella”
La mamma del vicesindaco è l’unica a non essere trasferita Spostate in altri punti vendita la direttrice e una dipendente
GROSSETO. Zero sanzioni. Ma due trasferimenti. È questo l’esito del “caso farmacia”, scoppiato dopo la visita del sindaco, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, e dell’attuale vicesindaco, Fabrizio Rossi, alla farmacia comunale all’interno del centro commerciale Gorarella, in via Enrico De Nicola. I fatti risalgono al 23 settembre. In piena campagna elettorale. Dopo la “visita politica”, la Farmacie Comunali Riunite, società per azioni che gestisce la rete di farmacie municipali in città, aveva inviato una lettera di contestazione a tre dipendenti. Tra queste anche Lucia Benocci, madre di Fabrizio Rossi. La comunicazione era stata inviata in seguito ad alcuni atteggiamenti ritenuti scorretti – ai sensi del regolamento interno – che queste avrebbero tenuto durante la visita di sindaco e assessore. Le altre due dipendenti sono Francesca Bacconi – alla quale è stato contestato di aver abbandonato il bancone, con la gente in attesa, per seguire la Benocci, il sindaco e Rossi negli spazi del punto vendita riservati esclusivamente al personale –, e l’ormai ex direttrice della farmacia, Cristina Marsili. Benocci non avrebbe dovuto far entrare Vivarelli Colonna e il vicesindaco negli spazi della farmacia riservati al personale. E nella lettera che le è stata inviata le era stato anche contestato di non aver svolto alcune mansioni nei tempi previsti. Come è andata a finire la vicenda? Prima di tutto, alle dipendenti – oltre al richiamo – non è stata applicata alcuna sanzione. Lucia Benocci è rimasta alla farmacia di Gorarella. Cristina Marsili pochi giorni dopo la visita venne spostata alla farmacia comunale numero 3, sostituita da Cecilia Ronconi. E Francesca Bacconi è stata spostata alla farmacia comunale numero 1.
Non stati presi provvedimenti “pesanti” nei confronti delle dipendenti perché, stando a quanto emerge da fonti interne alla Farmacie Comunali Riunite, l’azienda ha voluto far passare il messaggio che – al di là di tutto – l’importante in questo momento è lavorare e fare in modo che il servizio alla cittadinanza sia garantito nel migliore dei modi.
E nel caso specifico, comunque, la direzione ha preferito chiudere un occhio e andare avanti. Di sicuro, le dipendenti – con la lettera di richiamo – hanno ricevuto un chiaro ammonimento. E, di riflesso, anche gli altri lavoratori dei punti vendita comunali. Le “visite politiche” non sono gradite a Farmacie Riunite.
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