La protesta
Turismo, la Maremma ha resistito al Covid Ha perso meno del 20% dei pernottamenti
Da gennaio a fine estate e rispetto al 2019 è tra gli ambiti toscani che ha reagito meglio alla contrazione delle presenze
Giovanna Mezzana
grosseto. A colpo d’occhio, anche nell’estate 2021, e nonostante la pandemia da coronavirus, i turisti in Maremma non sono mancati, soprattutto in riva al mare: dalle spiagge del Golfo di Follonica e di Castiglione della Pescaia alle calette della Costa d’Argento. Adesso però ci sono i dati – e sono quelli dell’Irpet, l’Istituto regionale per la programmazione economica della Toscana – a testimoniare che il settore turistico maremmano ha davvero una buona capacità di resilienza agli effetti perniciosi del Covid sul sistema economico. Come testimonia una recentissima analisi di Irpet che ha valutato la congiuntura nei primi otto mesi del 2021, la Maremma è uno degli ambiti turistici toscani che alla fine ha perso meno in termini di presenze turistiche nel biennio 2020/2021 rispetto al 2019, e comunque ha mostrato ottime capacità di recupero . In sostanza, per tornare ai livelli pre-pandemia, le basterebbe recuperare il 19, 5 per cento dei pernottamenti.
il quadro
Il settore turistico toscano ha dimostrato una certa capacità di resistenza già nel corso dell’estate 2020 – luglio, agosto e settembre 2020 sono stati i mesi del “rimbalzo” – grazie soprattutto al segmento balneare animato da vacanzieri “domestici” e di prossimità; complessivamente, la corrosione delle presenze c’è comunque stata ed è stata evidente: nei primi otto mesi del 2020 rispetto al 2019 si è perso: il 18 per cento dei pernottamenti toscani; il 30 per cento di quelli assicurati dal resto degli italiani; il 73 per cento delle presenze di europei e l’83 per cento di quelle extra Europa, secondo il monitoraggio di Irpet su dati della Regione Toscana. Dall’ottobre 2020 all’aprile 2021 il turismo toscano è rimasto in naftalina. Si è ripartiti in primavera. Tra maggio e agosto 2021 la ripresa è stata trainata dalla costa, dalle stazioni balneari ma anche dalle località collinari. A salvare la stagione sono stati i toscani e il resto degli italiani che hanno riscoperto le seconde case al mare ma anche i campeggi che offrono l’opportunità di trascorrere una quotidianità all’aperto; i benefici si sono riverberati un po’ su tutta la filiera toscana legata al turismo, eccezion fatta per il segmento alberghiero che ne è uscito mortificato anche laddove le strutture sono “vista mare”.
molto bene
In questo quadro toscano, la Maremma si è più che ben difesa, soprattutto nel “recupero 2021”. Tra gennaio e l’estate 2020 e rispetto allo stesso periodo del 2019 (quindi rispetto all’epoca pre-Covid) ha perso il 39 per cento delle presenze, secondo l’indagine di Irpet. Ma tra gennaio e l’estate 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020 ha incassato il 34 per cento in più dei pernottamenti: risultato che la piazza tra gli ambiti turistici toscani che sono meno lontani dai valori pre-pandemia (al primo posto c’è la Versilia più 73, 7 per cento, al terzo la Maremma); ha fatto persino meglio della Costa degli Etruschi che aveva perso meno – il 32 per cento delle presenze nel 2020 rispetto al 2019 – ma ha anche recuperato una quota meno consistente nel 2021 rispetto al 2020 (il 23 per cento). Insomma, per mettersi alle spalle gli effetti del Covid alla Maremma manca quel 19, 5 per cento di pernottamenti di cui si diceva: per avere un termine di paragone, alle città che vivono di un turismo legato all’arte mancano all’appello percentuali decisamente più consistenti.
qui amiata
Un discorso a parte merita l’Amiata che nel 2020 rispetto al 2019 dovette rinunciare al 56 per cento dei pernottamenti – per effetto della rarefazione dei vacanzieri laziali e europei – e nel 2021 ha recuperato il 36,7 per cento proprio grazie al ritorno di costoro.
chi ha fatto meglio
In Maremma il rimbalzo più ritmico si registra nella zona nord, ovvero Castiglione della Pescaia, Follonica, le Colline Metallifere dove la quota di ripresa tra gennaio e l’estate 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020 è del 50 per cento rispetto alla Maremma tout court che è del 34 per cento; anche se bisogna aggiungere che proprio l’area nord nel 2020 aveva perso di più: il 45 per cento delle presenze rispetto al 39 per cento della Maremma-tutta.
e il futuro?
«Per i prossimi mesi ci aspettiamo un consolidamento della ripresa – nota Enrico Conti, responsabile degli studi sul turismo di Irpet – grazie ancora una volta al turismo regionale, nazionale ed europeo; da marzo torneranno, probabilmente, anche i turisti statunitensi mentre si dovrà continuare a fare a meno delle presenze che arrivavano da tutto il Sudest asiatico e dal Sud America». In questo quadro «saranno ancora beneficiate le località balneari ma anche quelle collinari – continua Conti – e le strutture ricettive che garantiscono spazi all’aperto in un contesto naturale, relax attivo ed esperenziale, presenze rarefatte: ecco perché la Maremma e tutta la costa del centro-sud della Toscana hanno delle buone carte da giocare». La sfida delle destinazioni sarà vinta da chi sarà in grado di tener conto (e attrezzarsi di conseguenza) «che la domanda è fortemente cambiata – sottolinea Conti – Il turista cerca sempre più sicurezza nella struttura ricettiva e nella destinazione, e si muove sempre più online. Bisognerà essere in grado di garantire distanziamento sociale e servizi digitali. E tenere conto che le finestre di prenotazione saranno sempre più “ballerine”».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
