Il Tirreno

Grosseto

castiglione della pescaia 

L’urto violento e la morte Alle prime luci dell’alba l’auto ha ucciso un “lupo”

Enrico Giovannelli
L’urto violento e la morte Alle prime luci dell’alba l’auto ha ucciso un “lupo”

3 MINUTI DI LETTURA





Enrico Giovannelli

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. La segnalazione è arrivata ieri alle prime luci dell’alba. Sulla strada provinciale del Padule, la Castiglionese, al chilometro nove a poche centinaia di metri dal rondò di Macchiascandona, c’era un animale riverso sul ciglio della strada. E a una prima occhiata sembrava proprio la carcassa di un lupo.

A intervenire e dare la certezza che si trattava proprio un esemplare riconducibile alla famiglia dei lupi sono state le Gav, le guardie ambientali venatorie, in particolare gli ispettori Sandro Pilozzi ed Enrico Zazzeri, che operano per conto del Comune di Castiglione della Pescaia.

Proprio Pilozzi ha subito capito che si trattava di un lupo, tra l’altro un bell’esemplare: «Erano circa le 7,30 quando è arrivata la chiamata dell’avvistamento – ha spiegato l’ispettore della Gav – e siamo arrivati poco dopo sul posto. Purtroppo per l’animale, che era rimasto sul ciglio della strada e ben visibile, c’era poco da fare. Come da procedura abbiamo avvisato i delegati della Regione Toscana ed è arrivata la dottoressa Giorgia Romeo che ha fatto una prima autopsia superficiale all’animale, constatando che non c’erano segni evidenti magari di un colpo di fucile e anche lei accertando che si trattava proprio di un lupo. Sulla strada provinciale, nei pressi del punto dove è stato trovato il lupo, non c’erano nemmeno segni di frenata – ha detto ancora Pilozzi – ma molto probabilmente è stato un urto violento contro un’auto o magari un camioncino a provocare la morte dell’animale. Che non ha avuto scampo».

Il lupo è stato poi preso in consegna dai tecnici e portato all’Istituto zooprofilattico di Grosseto dove saranno effettuati tutti gli esami del caso, per stabilire le reali cause del decesso.

Non è però la prima volta che nella zona vengono avvistati i lupi. «Sì, è vero – ha confermato sempre Pilozzi – quello è un punto di guado che conosciamo che porta anche alla Diaccia Botrona, e nelle ore precedenti abbiamo poi saputo che c’erano state altre segnalazioni perché durante la notte erano stati sentiti degli ululati, riconducibili a questo punto sempre ai lupi».

Forse, proprio i compagni del lupo morto si stavano facendo sentire, magari dopo l’incidente.

Giusto un anno fa una segnalazione di avvistamenti era arrivata dall’azienda Badia Vecchia, che in linea d’aria dista un paio di chilometri dal luogo del ritrovamento del lupo.

L’imprenditore Lorenzo Bargagli era preoccupato per i suoi capi di bestiame, circa una cinquantina di vacche maremmane allevate allo stato brado e semi brado a ridosso del bosco: denunciava l’ennesimo attacco da parte dei predatori, che in uno dei raid precedenti avevano ucciso un vitello appena nato. E proprio Bargagli ricordava come gli attacchi dei lupi erano sempre più frequenti, con i predatori che ormai non hanno più paura di nulla, fino ad arrivare tranquillamente fin dentro casa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato